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Christus Vivit : tante cose belle ma senza indicazioni operative. Il Sinodo aveva fatto meglio.

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L’Esortazione Apostolica Postsinodale Christus Vivit   è di faticosa lettura. La sua lunghezza, 299 paragrafi, non solo rende difficile al cristiano “di base” (e tanto più al giovane abituato alla comunicazione immediata degli smartphones) l’accesso al suo messaggio ma non permette di identificare facilmente i suoi  passaggi centrali. Alcune parti trattano tematiche generali che hanno riferimento solo indiretto a problematiche tipicamente giovanili. Bisogna  poi tenere presente che questo documento  si ispira a un Sinodo la cui composizione, soprattutto su una tematica di questo genere,  abbiamo severamente criticato. Esso era composto da prelati anziani, maschi e celibi insieme a pochi giovani esterni e a poche donne con lo status di chi non poteva votare. L’argomento poi era costituito da una categoria molto sociologica, quella dei giovani appunto,  distribuita sulla generalità dell’umanità e che dava occasione e pretesto per parlare di tutto, da problematiche di tipo psicologico o sociale, a questioni più direttamente di Chiesa, fino alle linee di tendenza della convivenza umana verso il futuro.

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L’apertura completa dell’archivio vaticano relativo al pontificato di Pio XII è notizia di grande importanza che è stata sottovalutata sia in ambienti cattolici che laici. E’ un fatto molto positivo e più importante per aperture analoghe degli archivi di altri papi. Infatti Pio XII era uomo molto accentratore e per definizione papa diplomatico. Di conseguenza moltissimo, in modo diretto o indiretto, dipendeva solo da lui, inoltre è noto che egli praticamente svolse anche le funzioni di segretario di Stato (il Card. Maglione ebbe un ruolo minore e solo fino all’agosto del 1944). Inoltre il suo fu un pontificato in un periodo assolutamente straordinario in presenza di una guerra più complessa e generale di quella del ’15-’18 , con fortissime componenti ideologiche inedite (nazismo, comunismo). La comprensione e le interpretazioni delle decisioni di allora di papa Pacelli influenzano ancora oggi e direttamente la politica e la cultura soprattutto per la questione relativa al suo atteggiamento nei confronti della Shoah sul quale il dibattito e le ricerca continuano da sempre.

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