In einem Interview der italienischen diözesanen Kirchenzeitung "Il Segno" vom 6. Juni 1998 nahm P. Franco Pavesi SVD - der Verantwortliche für die italienische Seite des Zentrums für geistliche Berufe in Bozen - zum Thema "Nuove vocazioni per una nuova Europa" folgendermaßen Stellung:
Il Segno: Non è utile includere anche persone sposate e donne nelle funzioni tipiche del sacerdozio?
F. Pavesi: Questo è un tema molto caldo nella Chiesa. Io sono convinto che anche in questo senso la Chiesa dovrà fare dei passi concreti in avanti. Sono momenti e temi delicati ma la tradizione non può bloccare un cammino. Nel convegno si è detto che la distruzione dei nostri schemi molto spesso è un dono dello Spirito. Io penso, come Papa Giovanni, che noi dobbiamo essere "aperti ai segni dei tempi". Io non vedo alcun problema se la nostra Chiesa si apre ai sacerdoti sposati. Sarebbe questo un primo passo. E così non si potrebbe fare, come nei primi secoli della Chiesa, delle donne diacone? Certo si dice che la funzione del Diaconato a quel tempo era altra, rispetto adesso, però anche la funzione del vescovo era altra cosa, anche la funzione del Papa era diversa. Da quei tempi sono passati 2000 anni. Dovremmo avere il coraggio, secondo me, di fare passi in avanti anche in questa direzione."