La pastorale sacramentaria è in grave crisi in quasi tutti i suoi settori, i giovani sembrano allontanarsi sempre di più, i laici non trovano ancora il posto che spetta loro all'interno della comunità e della società, le vocazioni non riescono a decollare, la presenza politica dei cattolici ha pressoché fatto naufragio, il tanto decantato ritorno al sacro ha tutto il sapore di un ritorno indiscriminato e selvaggio, 1'indifferenza fa da padrona specialmente nei settori più esposti e indifesi della società. Come dar torto allo sfogo che don Giordano Frosini, direttore del settimanale diocesano di Pistoia, "La Vita", pubblica nel numero del 7 febbraio? "Il tono generale - constata a conclusione della panoramica socio-ecclesiale - "non è proprio quello dei giorni festivi e dell'entusiasmo. E allora? E allora, è giunto per la Chiesa il momento della "grande riforma", quella riforma che gli "spiriti più avveduti, in visibile e crescente stato di sofferenza", "auspicano ed invocano non tanto da oggi".
Come procedere? "Gli schemi sono già bell'e tracciati", dice Frosini, "sono gli schemi del Concilio Vaticano II", che vanno aggiornati per rispondere alle esigenze nuove del nostro tempo. E li riassume: "Vorremmo che fossero più ascoltate le voci dei profeti ancora presenti in mezzo a noi, vorremmo che tutti potessero portare il loro contributo in piena libertà di coscienza; vorremmo che le istanze della base potessero giungere con rapida fluidità a coloro cui spetta 1'ultima. decisione e 1'ultima parola". "Vorremmo una Chiesa-comunione, esattamente la Chiesa del Concilio Vaticano II".
Don Frosini sa bene quanto oggi non sia privo di conseguenze nella Chiesa fare troppo esplicito appello alla libertà di coscienza o sollecitare una "fluida" comunicazione fra la base ecclesiale e la gerarchia ecclesiastica e, perciò, richiedere una "riforma della Chiesa . Ecco allora che il direttore del settimanale di Pistoia legittima la sua domanda di rinnovamento facendo ricorso alle parole del papa. A Palermo, ricorda, Giovanni Paolo II "ha tracciato un programma di azione: "Il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell'esistente, ma della missione". E "noi", esorta il sacerdote, "siamo gli uomini della nuova evangelizzazione": "ogni mediocrità deve essere bandita, dobbiamo fare appello a tutte le nostre energie, stringere le file, ritrovare 1'entusiasmo dei nostri giorni migliori".
Per il passaggio di millennio, Giovanni Paolo II, ricorda ancora Frosini, ha chiesto un "esame di coscienza". Per il passato certamente, ma anche per il presente. "Purificarsi, nel pentimento, da errori, infedeltà, incoerenze, ritardi": sono state queste le parole del papa. "I tempi stringono", conclude. "La Chiesa-comunità alternativa rimane la nostra grande parola d'ordine".
ADISTA 27 febbraio 1999
Sono 3800 le parrocchie italiane senza parroco residente. si tratta non solo di parrocchie sotto i 1000 abitant, ma anche di media grandezza, tra i 1000 e i 3000 abitanti. Mentre nel mondo il numero dei sacerdoti è in crescita, dal '93 in Italia i preti diocesani sono diminuiti di circa 900 unità, con un'età media in aumento. Lo rivela un'indagine promossa dal Centro orientamento pastorale (Cop) in preparazione al seminario "Unità pastorali, dalla necessità alla progettualità che si e tenuto a Vertinoro (Forlì)
Il Segno 13 marzo 1999