“Noi
Siamo Chiesa”
(aderente all’International Movement We Are
Church-IMWAC)
Roma 16 ottobre
2003
Comunicato
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Luci ed ombre del pontificato di papa Wojtyla
L’ enfasi mediatica di questi giorni sul venticinquennale del pontificato di Giovanni
Paolo II ne rende difficile una valutazione serena e costruttiva. A noi i
criteri di discernimento da usare sembrano non quelli interessati all’
immagine, ai dati quantitativi (numero dei viaggi, numero delle santificazioni ecc..) ma solo quelli relativi alla fedeltà
all’Evangelo ed al servizio al Popolo di Dio.
Facilita questo clima di consenso la figura del papa sofferente che
crea simpatia nei confronti della sua persona. Tutto ciò non ci può
impedire riflessioni preoccupate sul vuoto di responsabilità che si sta creando
a Roma. Sono ormai in molti a chiedersi se le dimissioni del papa non siano un atto dignitoso, umano e più coraggioso di quello di protrarre il proprio ruolo oltre ogni
ragionevole limite nell’ambito di una discussa concezione sacrale e
provvidenziale del proprio ministero.
Ciò premesso, non possiamo che condividere quanti ritengono papa
Wojtyla papa di pace, importante per uomini di tutte le fedi e di tutte le
convinzioni ideali; soprattutto nell’ultimo decennio i suoi pronunciamenti
contro le guerre e per la giustizia nell’uso delle risorse a livello
planetario sono stati importanti. Ma
però sono spesso cristiani i
protagonisti del colpevole e crescente disordine del pianeta all’inizio del
terzo millennio.
Per quanto riguarda la vita interna della Chiesa cattolica questo
pontificato ha fatto alcuni passi in avanti (per esempio sul dialogo
interreligioso) ma anche molti passi indietro. Le intuizioni e le indicazioni
del Concilio, aldilà delle rituali affermazioni in contrario, sono state in
gran parte abbandonate. La collegialità, che era stata promessa nella gestione
della Chiesa, non esiste, si è invece consolidato un sistema sempre più
piramidale : le Chiese locali non possono affermare la loro soggettività; la ricerca
teologica è mortificata; la morale
sessuale predicata dal Vaticano è criticata dai maggiori teologi ed è poco
credibile e seguita dal popolo di Dio; la teologia della liberazione è da tempo
censurata ed ostacolata in contraddizione con il proclamato impegno della S. Sede per risolvere i problemi della
fame e dello sviluppo; la donna nella Chiesa è valorizzata a parole ma ai
margini nei fatti. Si potrebbe continuare.
Qualsiasi bilancio si faccia dei venticinque anni del pontificato
esso apre comunque la riflessione sul
futuro. “Noi Siamo Chiesa” auspica che il prossimo Conclave sia consapevole
della assoluta necessità di riforme nella Chiesa e che non abbia paura di
progettare una svolta. Noi uniamo la nostra voce ai molti, anche vescovi, che
auspicano un nuovo Concilio Ecumenico per un ripensamento complessivo su come i
cristiani possono evangelizzare, testimoniando l’Evangelo, in questa difficile
fase della storia dell’umanità
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“Noi Siamo Chiesa”
(aderente all’International
Movement We Are Church-IMWAC)
Roma 16 ottobre
2003