LA CARTA D' EUROPA E IL DIO DI TUTTI

Riflessioni sulla delusione del Papa di FRANCESCO MERLO

Grazie a Dio, non c' è Dio nella Costituzione europea. Una buona Carta dei diritti, com' è per esempio quella americana, garantisce infatti tutte le religion i proprio perché non ne professa nessuna. E dunque non c' è, nella Carta dei diritti approvata a Nizza, un Dio europeo contrapposto al Dio degli arabi che sta nel Maghreb e nel Mashreq, a quello degli ebrei che sta in Israele, a quello dei buddisti c he sta in Asia, e neppure al Confucio che sta in Cina. Tuttavia, a dar credito ad uno scritto politico-curiale che porta la sua firma, il Papa, vicario del Padreterno che sta in cielo in terra e in ogni luogo, vorrebbe invece che Dio abitasse in Euro pa, vorrebbe cioè ridurgli l' agibilità, ridimensionarlo e rimpicciolirlo: "Non posso non tacere la mia delusione per il fatto che non sia stato inserito nel testo della Carta d' Europa neppure un riferimento a Dio, nel quale sta la fonte dell a dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali". La storia del mondo, e quella dell' Europa in particolare, è piena di eccidi, genocidi, etnocidi commessi in nome di Dio: dal sacrificio di Abramo sino alle guerre arabo-israeliane, dalla stra ge degli Ugonotti sino all' attuale ferocia anticristiana delle Molucche. E' perciò probabile che se non avesse messo Dio nelle Costituzioni, nei libri verdi e nelle carte dei diritti, l' Umanità avrebbe fatto qualche guerra in meno. Ma è comunque ce rto che le guerre sarebbero state meno feroci, perché il disprezzo di Dio è il peggio che possa capitare a un nemico. Il disprezzo di Dio infatti annichilisce, mentre quello della moglie, di un parente, dell' Haider di turno o di un vicino di casa so no relativamente sopportabili, disprezzi limitati e contigenti. Il disprezzo di Dio è invece assoluto. Dinanzi al disprezzo di Dio l' unica arma possibile è un altro Dio. E quando si muovono gli Dei la catastrofe è sempre assicurata, cielo e terra si mescolano, arrivano diluvi, cataclismi, campi di concentramento: l' ira di Dio. Lasciando agli studiosi il dibattito sulle origini mitologiche e storiche dell' Europa, sulla sua identità antislamica o preislamica, sulla datazione della sua nascita, che alcuni fissano nell' incoronazione cristiana dell' imperatore Carlo Magno 1200 anni fa, risulta quantomeno arcaico questo messaggio scritto che la Chiesa ha inviato al simposio su Carlo Magno. E non perché legittimamente vi si invoca una maggiore attenzione ai temi classici della famiglia e della vita che, secondo il Papa, è minacciata dal diffondersi dell' aborto e dell' eutanasia. Ma proprio per quella terribile frase su Dio: "Non posso non tacere la mia delusione per il fatto che non sia stato inserito Dio". Si sa che il messaggio scritto, rispetto a quello a braccio, è sempre più pensato. E, scrivendolo, si lascia intendere che quel pensiero sia frutto di un confronto collegiale. Di sicuro perde l' estemporaneità dell' occasione e l a personalità dell' autore, ma acquista la solennità di un consesso, diventa un messaggio da simposio a simposio, dai preti e dai teologi agli storici dell' Europa, un messaggio di tutte le curie che girano intorno alla maestà acciaccata del Papa. Co munque sia, sicuramente chi ha scritto il messaggio vorrebbe affidare il Dio dei cattolici a una Carta costituzionale che lo custodisca e lo difenda, insieme, tanto per fare qualche esempio, con le minoranze albanesi e quelle turche, con gli islamici della Bosnia e gli ortodossi slavi, con tutte le debolezze minacciate e aggredite, anche quelle cristiane, quasi che Dio fosse accerchiato, esiliato dal mondo e rifugiato in Europa, come un qualsiasi povero rumeno postcomunista. E' questa - ricordat e? - la sindrome del cardinale Biffi, il quale, spaventato, sogna di trasformare l' Europa in una cittadella cattolica che accolga solo i convertiti. Sua Santità, invece, sa molto bene che Dio è di tutti e con tutti, e non "mitt uns".

Francesco Merlo

( Corriere della Sera 18 Dicembre 2000)




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