LA CRITICA DEGLI ISTITUTI MISSIONARI

alla "Campagna ecclesiale per la riduzione del debito estero dei Paesi poveri"

 

La CIMI (Conferenza Istituti Missionari in Italia), prendendo in considerazione la "Campagna ecclesiale per la riduzione del debito estero dei Paesi poveri", promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), riconosce che essa si inserisce in quellappello mondiale rivolto agli stati, alle chiese e alla coscienza di ogni persona a non lasciar passare loccasione del Giubileo senza il tentativo di innescare un cambiamento a livello globale. Con questa campagna, la Chiesa italiana ricorda che lavvento del nuovo millennio offre allumanità un tempo opportuno per ripensare criticamente al passato ed elaborare nuove forme di rapporti internazionali per un futuro più giusto. Nei due giorni di seminario di studio svoltosi a San Pietro in Vincoli (RA) dal 10 al 12 settembre 1999, la CIMI ha inteso offrire un contributo positivo-critico alla Campagna ecclesiale.

Mossi da spirito di dialogo costruttivo e nellintento di condividere la ricerca sulla realizzazione e incidenza evangelica del progetto, i partecipanti al seminario presentano al Comitato ecclesiale italiano le seguenti considerazioni:

Rilievi preliminari

  1. Riaffermiamo lurgente necessità della cancellazione immediata e globale del debito estero dei paesi più poveri, anche in considerazione dellalto costo che le popolazioni continuano a pagare, di cui come missionari siamo diretti testimoni.
  2. Facendoci voce delle popolazioni del Sud del mondo e seguendo la scelta preferenziale di Cristo, riteniamo sia necessario restituire quella dignità e quel ruolo che loro spetta. Nellaffrontare il problema del debito si presti attenzione a considerare questa realtà secondo lottica delle popolazioni del Sud. Conseguentemente approccio e linguaggio non siano eurocentrici.
  3. La Campagna ecclesiale sul debito estero deve diventare unopportunità per rilanciare lanimazione missionaria nel contesto dellannuncio del Vangelo e la promozione dei valori del Regno nei rapporti tra i popoli.
  4. Si deve però evitare che questa Campagna monopolizzi eccessivamente la riflessione e limpegno ecclesiale per la missione nelle sue molteplici esigenze.
  5. In tutta la campagna non si ometta la denuncia chiara delle cause, meccanismi e responsabilità che sono alla base del grave problema del debito. Da questa denuncia deriva lesigenza della conversione a livello personale e istituzionale e al tempo stesso la necessità del condono del debito.
  6. Riteniamo necessario mantenere e rafforzare i collegamenti con le altre campagne già operanti, favorendo il coordinamento e la continuità in vista dei comuni obiettivi.

 

In particolare circa gli OBIETTIVI della campagna:

  1. Azione pastorale ed educativa
    1. Lobiettivo della campagna sia chiaramente nellottica dellevangelizzazione, unico obiettivo di ogni azione ecclesiale. Lattività di informazione, sensibilizzazione e formazione venga promossa come momento di discernimento evangelico sugli eventi della storia secondo il metodo dei "segni dei tempi".
    2. Nellinformazione, la questione del debito sia presentata nell’ampio contesto dei processi di globalizzazione in atto a livello mondiale.
  2. Azione sociale e pressione politica
    1. Si insista sul "condono globale" piuttosto che su una "riduzione" del debito, prestando attenzione alle possibili condizioni imposte dai creditori che potrebbero vanificare molta parte degli obiettivi della campagna affinché queste operazioni siamo effettivamente fattori di promozione dello sviluppo.
    2. Sul modello del manifesto CIMI per la raccolta di firme della campagna sul debito, quello della campagna CEI dovrebbe enucleare rivendicazioni-richieste chiare e precise come:
    3. - un impegno maggiore e più trasparente nella cooperazione per lo sviluppo;

      - maggiore controllo del commercio delle armi e maggiori investimenti nella prevenzione e soluzione dei conflitti;

      - listituzione di un tribunale di arbitrato internazionale per il debito;

      - la revisione delle strutture finanziarie internazionali e accordi di mercato per favorire scambi equi;

      - gli accordi bilaterali siano resi pubblici e trasparenti.

    4. Durante la campagna si mantenga un monitoraggio a livello governativo italiano, bilaterale e a livello internazionale per quanto concerne il problema del debito per valutarne le conseguenze e rilevarne i limiti.

  3. Gesto di solidarietà
    1. L’operazione, proposta e gia definita, di "conversione del debito" (swap) ci crea molte perplessità fino a trovarci contrari. In tutti i casi, sia promossa solo come ultima istanza di provocazione in caso che il governo non cancelli il debito. Chiediamo che nella presentazione della campagna questo risulti con chiarezza.
    2. La somma raccolta dal gesto di solidarietà piuttosto che essere destinata a semplici opere di sviluppo (di competenza della cooperazione internazionale) venga utilizzata per favorire la creazione di strumenti alternativi di finanziamento allo sviluppo come ad esempio il microcredito, con il coinvolgimento e a beneficio della popolazione povera.
    3. Insieme alla raccolta di fondi, vengano proposti altri gesti simbolici e manifestazioni significative (come giornate di digiuno, azioni di pressione, ecc..).
    4. Si presti attenzione affinché tutta loperazione non ricada negativamente sull’azione di evangelizzazione delle chiese locali, dei missionari e missionarie in contraddizione con la sobrietà richiesta dal Vangelo.
    5. Si privilegi il coinvolgimento di persone, organizzazioni e gruppi locali nella realizzazione del progetto.

Richieste specifiche:

- In occasione del Sinodo speciale dei Vescovi dell’Europa, la CEI si faccia promotrice di una riflessione e presa di posizioni comune sul problema del debito.

- Allargare il Comitato con il coinvolgimento di persone competenti del Sud del mondo e di altre Chiese cristiane e ampliare le consultazioni.

- Per favorire la continuità, si crei un "osservatorio permanente" sui problemi del debito.

Gli Istituti Missionari che fanno parte della CIMI manifestano la loro piena disponibilità a dare tutto il loro apporto costruttivo alla campagna, promuovendo la sensibilizzazione e l’informazione sull’argomento e i temi a esso collegati attraverso le loro attività di animazione missionaria, le riviste e i mezzi della comunicazione sociale a loro disposizione, la collaborazione con i Centri missionari e altri appositi organismi diocesani e con il Comitato della CEI. Si propongono pure di proseguire la riflessione su qualche aspetto relativo al tema del debito internazionale e di fare da "cassa di risonanza" delle sensibilità, richieste e situazioni dei popoli interessati al problema, di iniziative analoghe anche negli stessi Paesi del Sud del mondo.




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