SINODO SULL’EUCARISTIA (2-23
ottobre 2005)
ULTIMA BOZZA “SUB SECRETO”
DELLE
“PROPOSIZIONI”
DIRETTE AL PAPA
INTRODUZIONE
PROPOSIZIONE I
Si vuole presentare alla considerazione
del Sommo Pontefice ‑ oltre ai documenti su Eucaristia, fonte e
culmine della vita e della missione della Chiesa relativi
a questo sinodo, ovverosia i Lineamenta,
l'Instrumentum laboris, le Relazioni ante e
post disceptationem e i testi
degli interventi, sia quelli presentati in aula sia quelli in scriptis, le Relazioni dei Circoli Minori e le loro
discussioni ‑ soprattutto alcune proposte specifiche, che i Padri hanno
ritenuto di particolare rilievo.
I Padri Sinodali chiedono umilmente al
Santo Padre che valuti l'opportunità di offrire un documento sul sublime
mistero dell'Eucaristia nella vita e nella missione della Chiesa.
L'Assemblea Sinodale ha ricordato con
gratitudine il benefico influsso che la riforma liturgica attuata a partire dal
Concilio Vaticano II ha avuto per la vita della Chiesa. Essa ha messo in evidenza la bellezza dell'azione eucaristica che
splende nel rito liturgico. Abusi si sono verificati nel passato, non mancano
neppure oggi anche se sono alquanto diminuiti. Tuttavia
simili episodi non possono oscurare la bontà della riforma; piuttosto urgono ad
una maggior attenzione nei confronti dell'ars celebrandi
da cui dipende l'actuosa participatio.
IL POPOLO
DI DIO EDUCATO ALLA FEDE NELL’EUCARISTIA
IL NOVUM DEL MISTERO PASQUALE
Istituendo l'Eucaristia Gesù
ha dato vita a una novità radicale: ha compiuto in Se
stesso la nuova ed eterna alleanza. Nel contesto della
cena rituale ebraica, che concentra nel memoriale l'evento passato della
liberazione dall’Egitto, la sua rilevanza presente e la promessa futura, Gesù ha voluto inserire il dono totale di Sé. Il vero
agnello immolato si è sacrificato una volta per tutte
nel mistero pasquale ed è in grado di liberare per sempre l'uomo.
Il Signore stesso ci ha offerto gli
elementi essenziali del “culto nuovo”.
Nella celebrazione dell'Eucaristia Gesù ci introduce tramite il suo
Spirito nella Pasqua: passiamo dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla
libertà, dalla tristezza alla gioia. La celebrazione dell'Eucaristia rafforza
in noi questo dinamismo pasquale. Con Cristo possiamo vincere l'odio con
l'amore, la violenza con la pace, l'egoismo con la generosità, la discordia con
la riconciliazione, la disperazione con la speranza. Uniti a Gesù Cristo morto e risorto, possiamo ogni giorno portare
IL DONO EUCARISTICO
L'Eucaristia è un dono che scaturisce
dall’amore del Padre, dall’obbedienza filiale di Gesù
spinta fino al sacrificio della croce reso presente
per noi nel sacramento, dalla potenza dello Spirito Santo che, chiamato sui
doni dalla preghiera della Chiesa, li trasforma nel Corpo e nel Sangue di Gesù.
In essa si
svela pienamente il mistero dell'amore e di Dio per l’umanità e si compie il
Suo disegno di salvezza nel segno di una gratuità assoluta, che risponde
soltanto alle Sue promesse, compiute oltre ogni misura.
I fedeli hanno diritto di “ricevere dal sacri pastori gli aiuti derivanti dal beni spirituali
della Chiesa, soprattutto dalla Parola di Dio e dai sacramenti” (Can. 213).
A tale diritto corrisponde il dovere dei
pastori di fare ogni sforzo perché l'accesso all'Eucaristia non sia in concreto
impedito, mostrando in proposito intelligente sollecitudine e grande generosità. Il Sinodo apprezza e ringrazia i
sacerdoti che, anche a prezzo di sacrifici talvolta pesanti e rischiosi,
assicurano alle comunità cristiane questo dono di vita e le educano a celebrarlo
in verità e pienezza.
EUCARISTIA E CHIESA
La relazione tra l'Eucaristia e
Questa unità del corpo si vede nello
sviluppo delle comunità cristiane e si rinnova nell'atto eucaristico che le
unisce e le differenzia in Chiese particolari, in quibus
et ex quibus una et unica Ecclesia
catholica exsistit (LG
23). Il termine “cattolico” esprime questa unità
che, nell’Eucaristia celebrata in ogni chiesa, trova fondamento e crescita.
Le Chiese particolari nella Chiesa
universale hanno così, nell’Eucarestia, il compito di
rendere visibile la loro unità propria e la loro diversità, cum
Petro e sub Petro. Questo legame di amore fraterno
lascia trasparire la comunione trinitaria. I Concilii
e i sinodi esprimono nella storia questo aspetto
fraterno della Chiesa.
L'ADORAZIONE EUCARISTICA
Il Sinodo dei Vescovi, riconoscendo i
molteplici frutti dell’adorazione eucaristica nella vita del popolo in tante
parti del mondo, incoraggia fortemente che questa forma di preghiera - così
frequentemente raccomandata dal venerabile servo di Dio Papa Giovanni Paolo Il ‑
sia mantenuta e promossa nella Chiesa, secondo ambedue
le tradizioni, latina e orientale. Riconosce che questa pratica scaturisce
dall'azione eucaristica ‑ che in se stessa è il più grande atto
d'adorazione della Chiesa che abilita i fedeli a partecipare pienamente,
consapevolmente, attivamente e fruttuosamente al sacrificio di Cristo secondo
il desiderio del Concilio Vaticano II ‑ e ad essa
riconduce. Così vissuta, l'adorazione eucaristica sostiene i fedeli nel loro
amore e servizio cristiano verso gli altri e promuove la grande
santità personale e delle comunità cristiane. In questo senso l'adorazione
eucaristica appare oggi un particolare segno dei tempi. Per questa ragione, al
fine di favorire la visita al Santissimo Sacramento, si curi, nei limiti del
possibile, che le chiese nelle quali è presente il Santissimo Sacramento restino aperte.
La pastorale accompagni le comunità e i
movimenti a conoscere il giusto posto dell'adorazione eucaristica allo scopo di
coltivare l'atteggiamento di stupore di fronte al grande
dono della Presenza reale. In questo senso si incoraggia
l'adorazione eucaristica anche nell'itinerario di preparazione alla Prima
Comunione.
Per promuovere l'adorazione, è
conveniente dare un riconoscimento alle associazioni laicali che ad essa si dedicano in modo speciale e in varie forme,
aiutandole perché la devozione eucaristica diventi maggiormente biblica,
liturgica e missionaria.
EUCARISTIA E SACRAMENTI
L'amore all’Eucarestia
porta ad apprezzare sempre più il sacramento della Riconciliazione, nel quale
la bontà misericordiosa di Dio rende possibile un nuovo inizio della vita
cristiana e mostra l'intrinseco rapporto tra Battesimo, peccato e
riconciliazione. La degna ricezione dell'Eucaristia richiede lo stato di
grazia.
È compito di grande
importanza pastorale che il Vescovo promuova nella
diocesi un deciso recupero della pedagogia della conversione che nasce dalla
Eucaristia e favorisca per questo la confessione individuale frequente. I sacerdoti,
da parte loro, si dedichino generosamente all’amministrazione del sacramento
della Penitenza.
Il Sinodo raccomanda vivamente ai
Vescovi di non permettere nelle loro diocesi il ricorso alle assoluzioni
collettive, se non nelle situazioni oggettivamente eccezionali stabilite dal Motu Proprio Misericordia Dei, del
7 aprile 2002, del Papa Giovanni Paolo II. I Vescovi procurino, pertanto, che
in ogni chiesa ci siano luoghi idonei alle
confessioni.
In questa prospettiva, bisognerebbe
anche approfondire le dimensioni della riconciliazione già presenti nella
celebrazione eucaristica, in particolare il rito penitenziale, affinché si
possano vivere veri momenti di riconciliazione in essa.
Le celebrazioni penitenziali non
sacramentali menzionate nel rituale del sacramento
della Penitenza e della Riconciliazione possono risvegliare il senso del
peccato e formare uno spirito di penitenza e di comunione nelle comunità
cristiane, preparando così i cuori alla celebrazione del sacramento.
Un altro modo di rinnovare la spiritualità
eucaristica è la ripresa dell’insegnamento e della pratica delle indulgenze.
Questo Sinodo ricorda che i Vescovi e i parroci possono chiedere alla Penitenzeria Apostolica l'indulgenza plenaria, che i fedeli
possono guadagnare in occasione dei principali anniversari o celebrazioni nelle
loro diocesi, parrocchie, istituzioni ecclesiali. Il Sinodo incoraggia una
catechesi rinnovata sulle indulgenze.
EUCARISTIA E SACRAMENTO DEL MATRIMONIO
Nell'Eucaristia si esprime l'amore di Gesù Cristo che ama
Vogliamo far sentire una particolare vicinanza spirituale a
tutti coloro che hanno formato le loro famiglie sul
sacramento del matrimonio. Li incoraggiamo perché, ben integrati nelle loro
parrocchie e/o inseriti in piccole comunità o in movimenti e associazioni
ecclesiali, percorrano cammini di spiritualità matrimoniale nutrita
dall'Eucaristia.
La santificazione della Domenica si attua anche nella vita
familiare. Per questo la famiglia deve essere considerata un ambito primario da
parte della comunità cristiana. È la famiglia ad iniziare i bambini alla liturgia,
soprattutto alla Santa Messa.
EUCARISTIA E POLIGAMIA
La natura del matrimonio esige che
l'uomo sia legato in modo definitivo ad una sola donna e viceversa. In questo orizzonte i poligami che si aprono alla fede
cristiana sono invitati ad integrare il loro progetto umano nella novità e
nella radicalità del messaggio di Cristo.
In quanto catecumeni, Cristo li raggiunge nella
loro specifica situazione e li chiama alle rinunce e alle rotture necessarie
alla comunione, che un giorno potranno celebrare mediante vari sacramenti,
anzitutto mediante l'Eucaristia.
MODALITÀ DELLE ASSEMBLEE DOMENICALI IN
ATTESA DI SACERDOTE
Nei Paesi in cui la penuria di sacerdoti e le grandi
distanze rendono praticamente impossibile la
partecipazione all'Eucaristia domenicale, è importante che le comunità cristiane
si radunino per lodare il Signore e fare memoria del Giorno a Lui dedicato in
comunione con il vescovo, con tutta
Si vigili perché la liturgia della
Parola organizzata sotto la cura del responsabile di comunità regolarmente
istituito (al quale questo ministero è stato affidato), si compia secondo un
rituale specifico approvato a tale scopo dall'autorità competente. Per non
privare i fedeli troppo a lungo della Comunione eucaristica, i sacerdoti si
sforzeranno di visitare frequentemente queste comunità.
Tocca agli Ordinari ed
alle Conferenze episcopali regolare la possibilità di distribuire
La centralità
dell'Eucaristia per la vita della Chiesa fa sentire con acuto dolore il
problema della grave mancanza di clero in alcune parti del mondo. Molti
fedeli sono così privati del Pane di vita. Per venire incontro alla fame
eucaristica del popolo di Dio, che spesso per non brevi periodi deve fare a
meno della celebrazione eucaristica è necessario fare
ricorso ad iniziative pastorali efficaci.
In questo contesto
i Padri Sinodali hanno affermato l’importanza del dono inestimabile del
celibato ecclesiastico nella prassi della Chiesa Latina. Con riferimento al
Magistero, in particolare al Concilio Vaticano II e degli ultimi pontefici, i
Padri hanno chiesto di illustrare adeguatamente ai fedeli le ragioni del
rapporto tra celibato e ordinazione sacerdotale, nel pieno rispetto della
tradizione delle Chiese orientali. Alcuni hanno fatto riferimento ai viri probati, ma
alla fine, i Circuli minores
hanno valutato questa ipotesi come una strada da non percorrere.
Inoltre si deve tenere conto che per
offrire il dono eucaristico a tutti i fedeli, hanno un peso decisivo la qualità
cristiana della comunità e la sua forza di attrazione.
Si tratta in particolare di:
-‑ sollecitare i pastori ad essere sensibili
alle vocazioni; a scoprirle e a diventarne gli “annunciatori”, già a cominciare
dai ragazzi, e prestando cura ai “ministranti”;
‑ non temere di proporre ai giovani la
radicalità della sequela di Cristo;
‑ sensibilizzare
le famiglie, spesso contrarie e indifferenti;
‑ coltivare la preghiera per le vocazioni in
tutte le comunità e in ogni ambito ecclesiale;
‑ curare,
da parte dei vescovi, coinvolgendo anche le famiglie religiose, una più equa
distribuzione del clero e sollecitare il clero stesso a
una grande disponibilità per servire
PASTORALE VOCAZIONALE
Come risposta al dovere urgente della
Chiesa di offrire il dono dell'Eucaristia in modo abituale a
tutti i fedeli, e data la scarsezza di sacerdoti in vari luoghi,
volgiamo gli occhi al Signore e Gli chiediamo insistentemente di mandare operai
per
Da parte nostra proponiamo di rafforzare
la pastorale vocazionale e la dimensione vocazionale di tutta la pastorale,
specialmente di quella giovanile e familiare. Chiediamo perciò di:
- costituire gruppi di
chierichetti e procurare loro l’accompagnamento spirituale;
- diffondere
l'adorazione eucaristica per le vocazioni, nelle parrocchie, nei collegi e nei
movimenti ecclesiali;
- stimolare i parroci
e tutti i sacerdoti all'accompagnamento spirituale e alla formazione dei
giovani, invitandoli a seguire Cristo nel sacerdozio, con la loro testimonianza;
- organizzare, secondo
le possibilità, un centro vocazionale o Seminario minore nelle nostre Chiese
particolari.
Vescovi e sacerdoti vogliamo
impegnarci in prima persona in questo genere di pastorale, dando esempio di
entusiasmo e di pietà.
Poiché lo stretto
legame tra Battesimo, Confermazione ed Eucaristia non è sufficientemente
percepito, bisognerebbe previamente spiegare che siamo
battezzati e cresimati in vista della ricezione dell'Eucaristia. Si favorisca
dunque una migliore integrazione del legame fra i tre sacramenti
dell'iniziazione cristiana nella celebrazione di ciascuno di questi sacramenti,
qualunque sia l'ordine cronologico o l'età della celebrazione della
Confermazione e della Prima Comunione; un approfondimento teologico e pastorale
della Confermazione in questo senso potrebbe essere di
grande valore. Tutto questo avrebbe inoltre un valore positivo
nel dialogo ecumenico.
L'età giusta per
La tradizione latina, che si differenzia
dalla tradizione orientale per la separazione della celebrazione della
Confermazione da quella del Battesimo, ha un proprio
diritto e un proprio peso. D'altra parte le differenze tra le due tradizioni
non sono di natura dogmatica. Ambedue le tradizioni, di fatto, danno una
diversa risposta pratica all'identica situazione del gran numero di battesimi di bambini.
L'Eucarestia, mysterium fidei,
iscritto nell’alleanza di Dio con il Suo popolo, è la fonte d'ispirazione di ogni proposta di formazione pastorale. Questa deve
manifestare l'Eucaristia nella sua relazione intima con tutti gli altri
sacramenti, guidando gli uomini e le donne del nostro tempo verso una vita
nuova in Cristo.
A questo scopo si dovranno sviluppare
itinerari catecumenali ben inculturati,
nei quali troveranno posto la presentazione del contenuto dottrinale,
l'introduzione alla vita spirituale e morale e all'impegno sociale. Tutto il
popolo di Dio deve coinvolgersi in questa formazione permanente promossa in
ogni Chiesa particolare, specialmente i fedeli che operano nelle parrocchie e
nelle comunità, come i catechisti e gli evangelizzatori.
In modo particolare sarà data ai
seminaristi una solida formazione circa i fondamenti teologici, pastorali,
liturgici di un'autentica spiritualità eucaristica. Essi devono comprendere al
meglio il senso di ogni norma liturgica.
Le parrocchie e le piccole comunità che
ne fanno parte devono essere delle scuole di mistagogia
eucaristica. In questo contesto, si cercherà la
cooperazione dei movimenti e delle nuove comunità che rivalorizzano,
secondo i loro propri carismi, la formazione cristiana.
Riconosciamo il bisogno di sviluppare
nuove forme di catechesi adatte alle diverse situazioni e culture. In questo contesto il Catechismo della Chiesa Cattolica ed i
recenti insegnamenti del Magistero dovranno essere dei riferimenti
privilegiati.
FAMIGLIA E INIZIAZIONE SACRAMENTALE
Bisogna associare la famiglia cristiana
all'iniziazione sacramentale dei bambini. Non si deve restringere senza ragione
l'accesso dei bambini alla tavola eucaristica.
CATECHESI MISTAGOGICA
La tradizione più antica della Chiesa
ricorda che il cammino cristiano, senza trascurare la conoscenza razionale e
sistematica, è esperienza che nasce dall'annuncio, si approfondisce nella
catechesi e trova la sua fonte e il suo culmine nella celebrazione liturgica.
Fede e sacramenti sono due aspetti
complementari dell'attività santificatrice della Chiesa. Suscitata
dall'annuncio della Parola di Dio, la fede è nutrita e cresce nell'incontro di
grazia col Signore risorto nei sacramenti. La fede si esprime nel rito e il
rito rafforza e fortifica la fede.
Di qui l'esigenza di
un itinerario mistagogico da vivere nella comunità e
con il suo aiuto e che si fonda su tre elementi essenziali: l'interpretazione
dei riti alla luce degli eventi biblici in conformità alla tradizione della
Chiesa; la valorizzazione dei segni sacramentali; il significato dei riti in
vista dell'impegno cristiano nella vita.
Sarebbe auspicabile sviluppare il metodo
mistagogico soprattutto con i ragazzi della Prima
Comunione e con i cresimandi.
Gli uffici competenti della Santa Sede
e/o le Conferenze Episcopali dovrebbero considerare la progettazione di un
Compendio eucaristico o uno strumento di aiuto
pastorale per sacerdoti che raccolga insieme elementi dottrinali, catechistici
e devozionali sull'Eucaristia, per aiutare a
sviluppare la fede e la devozione eucaristica.
Tale Compendio potrebbe proporre il
meglio dell’insegnamento patristico, l'esperienza della Chiesa latina e delle
Chiese cattoliche orientali e preghiere devozionali.
Dovrebbe includere una catechesi appropriata sulla natura e sulla struttura
delle Preghiere eucaristiche.
SECONDA PARTE
Dalle due mense della Parola di Dio e
del Corpo di Cristo
Deve essere dato il giusto peso alla
Liturgia della Parola nella celebrazione eucaristica. Esiste un legame
intrinseco tra
Per apprezzare, celebrare e vivere
meglio l’Eucaristia, ci vuole una conoscenza profonda
delle Sante Scritture proclamate. “L’ignoranza della Scrittura è ignoranza di
Cristo” (cf Dei Verbum 25).
Il fedele deve essere aiutato ad apprezzare i tesori della Scrittura nel Lezionario, attraverso lo sviluppo dell'apostolato biblico,
l’incoraggiamento di gruppi parrocchiali che preparino
Amare, leggere, studiare, meditare e
pregare
Proprio per l'intrinseco nesso tra la
liturgia della Parola e quella eucaristica,
La preghiera dei fedeli trovi una espressione che meglio la colleghi alla Parola di Dio,
ai bisogni dell'assemblea e, più largamente, a quelli di tutta l'umanità.
L’OMELIA
La migliore catechesi sull'Eucaristia è
la stessa Eucaristia ben celebrata. Per questo si chiede ai sacerdoti di
considerare la celebrazione come loro principale dovere. In particolare debbono preparare accuratamente l'omelia, basandosi su una
conoscenza adeguata della Sacra Scrittura.
Che l'omelia ponga
Alla scuola sempre attuale dei Padri
della Chiesa, l'omelia è vera mistagogia, cioè vera iniziazione ai misteri celebrati e vissuti.
È stata inoltre suggerita la possibilità
di fare ricorso ad omelie 'tematiche' che, lungo
l'anno liturgico, possano trattare i grandi temi della fede cristiana: il
Credo, il Padre nostro, le parti della Messa, i Dieci Comandamenti e altri
argomenti. Queste omelie tematiche corrisponderanno a
ciò che è stato autorevolmente riproposto dal Magistero della Chiesa nei
quattro 'pilastri' del Catechismo della Chiesa Cattolica e nel recente Compendium. Per questo scopo si è anche
proposto di elaborare un sussidio pastorale, basato sul lezionario
triennale, che leghi la proclamazione delle Scritture alle dottrine della fede
che scaturiscono da esse.
L’OFFERTA DEL LAVORO UMANO
Il pane e il vino, frutti della terra e
del lavoro dell'uomo, che mettiamo sull'altare come espressione della vita
della famiglia umana, significano che tutta la
creazione è assunta da Cristo, Redentore dell'uomo, per essere trasformata nel
suo amore ricapitolatore, ed essere presentata al
Padre.
Si metta sempre più in
evidenza come il lavoro degli uomini e delle donne di tutto il mondo,
attraverso la celebrazione eucaristica, è intimamente unito al
sacrificio redentore di Cristo Signore.
ACCLAMAZIONI NELLA PREGHIERA EUCARISTICA
Le preghiere eucaristiche potrebbero
essere arricchite da acclamazioni, non solamente dopo la consacrazione, ma
anche in altri momenti, come è previsto nelle
preghiere eucaristiche per fanciulli e come si fa in diversi Paesi.
EPICLESI
Poiché la lex
orandi esprime la lex
credendi è
essenziale approfondire la fede nell'Eucaristia a partire dalla preghiera con
cui
In particolare, la spiritualità
eucaristica ne guadagna riconoscendo l'importanza dell'epiclesi,
cioè del ruolo dello Spirito Santo che trasforma le
oblate e fa sì che la comunità tutta intera divenga corpo di Cristo. Il Sinodo
auspica che si mostri con maggiore chiarezza il legame dell'epiclesi
con il racconto dell'istituzione. Diventerebbe così più evidente come tutta la
vita dei fedeli sia, nello Spirito Santo e nel
sacrificio di Cristo, una offerta spirituale gradita al Padre (cf. Rm 12, 1).
In questo quadro il Sinodo avverte la necessità che sia
meglio precisata la natura della diversa causalità implicata nella formula: “
IL SEGNO DELLA PACE
Il saluto di pace nella Santa Messa è un
segno espressivo di grande valore e profondità.
In certi casi assume un peso che può
divenire problematico, quando si protrae troppo a
lungo o addirittura suscita un poco di confusione proprio prima di ricevere
Forse sarebbe bene valutare se il segno
di pace, secondo il modello cristiano antico, la prassi orientale e quella ambrosiana, non sia da collocare ad esempio alla fine
della preghiera dei fedeli prima della presentazione dei doni (cf. Mt 5, 23ss.).
In ogni caso di norma il sacerdote non
deve abbandonare il presbiterio. I concelebranti
devono scambiare la pace con i vicini.
ITE MISSA EST
Si preparino nuove formule di congedo
(benedizioni solenni, preghiere sul popolo od altro) che sottolineino
la missione nel mondo dei fedeli che hanno partecipato all’Eucaristia.
Quanti partecipano all'Eucaristia sono
chiamati a vivere la celebrazione con la certezza di essere il popolo di Dio,
il sacerdozio regale, la nazione santa (cf. I Pt 2,4‑10). In essa ciascuno
di loro esprime la propria vocazione cristiana specifica. Quelli che tra di loro hanno ricevuto un ministero ordinato lo
esercitano secondo il loro grado: vescovo, presbitero, diacono. In particolare
il ruolo dei diaconi e il servizio dei lettori e degli accoliti e di eventuali altri ministri istituiti merita una maggiore
attenzione.
Questo Sinodo rinnova il suo
apprezzamento per la cura che i presbiteri prestano nel celebrare la liturgia
in un modo degno, “attente ac devote”, a grande beneficio del popolo di Dio. Essi documentano in tal
modo l'importanza della fede, della santità, dello spirito di sacrificio e
della preghiera personale per celebrare l'Eucaristia. Si eviti l'eccesso di interventi che può condurre ad una manipolazione della
Santa Messa, come per esempio quando si sostituiscono i testi liturgici con
testi estranei o quando si dà alla celebrazione una connotazione non liturgica.
Un'autentica azione liturgica esprime la
sacralità del mistero eucaristico. Questa dovrebbe trasparire nelle parole e
nelle azioni del sacerdote celebrante; egli è chiamato ad interagire in maniera
edificante con l'assemblea intercedendo nello Spirito dinanzi al trono di Dio.
Come tutte le espressioni artistiche
anche il canto deve essere intimamente armonizzato con la liturgia, partecipare
efficacemente al suo fine, ossia deve esprimere la fede, la preghiera, lo
stupore, l'amore verso Gesù presente nell'Eucaristia.
Il valore, l'importanza e la necessità della osservanza delle norme liturgiche siano messi in luce.
La celebrazione eucaristica rispetti la sobrietà e la fedeltà al rito voluto
dalla Chiesa, con quel senso del sacro che aiuta a vivere l'incontro con Dio e
con quelle forme anche sensibili che lo favoriscono (armonia del rito, delle
vesti liturgiche, dell’arredo e del luogo sacro). Sarà importante che i
sacerdoti e i responsabili della pastorale liturgica facciano conoscere i
vigenti libri liturgici (Messale, Lezionario) e la
relativa normativa.
Per guidare i fedeli al mistero
celebrato è necessaria una catechesi previa che favorisca
la loro attiva partecipazione impregnata di autentica pietà. I ministri aiutino
questa piena partecipazione con la proclamazione dei testi, e raccomandando
tempi di silenzio, gesti e atteggiamenti appropriati.
Si chiede alla Congregazione per il
Culto Divino e agli altri organismi competenti di elaborare una
Istruzione sulla Ars celebrandi che
sviluppi le norme della Institutio Generalis Missali Romani per
rendere ancora più degna la celebrazione eucaristica manifestando il carattere
sacro di questa Actio Dei.