SINODO SULL’EUCARISTIA (2-23 ottobre 2005)

 

ULTIMA BOZZA “SUB SECRETO”

DELLE

“PROPOSIZIONI”

DIRETTE AL PAPA

 

INTRODUZIONE

 

PROPOSIZIONE I

 

DOCUMENTI CHE SI PRESENTANO AL SOMMO PONTEFICE

 

Si vuole presentare alla considerazione del Sommo Pontefice ‑ oltre ai documenti su Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa relativi a questo sinodo, ovverosia i Lineamenta, l'Instrumentum laboris, le Relazioni ante e post disceptationem e i testi degli interventi, sia quelli presentati in aula sia quelli in scriptis, le Relazioni dei Circoli Minori e le loro discussioni ‑ soprattutto alcune proposte specifiche, che i Padri hanno ritenuto di particolare rilievo.

I Padri Sinodali chiedono umilmente al Santo Padre che valuti l'opportunità di offrire un documento sul sublime mistero dell'Eucaristia nella vita e nella missione della Chiesa.

 

PROPOSIZIONE 2

 

LA RIFORMA LITURGICA DEL VATICANO II

 

L'Assemblea Sinodale ha ricordato con gratitudine il benefico influsso che la riforma liturgica attuata a partire dal Concilio Vaticano II ha avuto per la vita della Chiesa. Essa ha messo in evidenza la bellezza dell'azione eucaristica che splende nel rito liturgico. Abusi si sono verificati nel passato, non mancano neppure oggi anche se sono alquanto diminuiti. Tuttavia simili episodi non possono oscurare la bontà della riforma; piuttosto urgono ad una maggior attenzione nei confronti dell'ars celebrandi da cui dipende l'actuosa participatio.

 

 

PRIMA PARTE

IL POPOLO DI DIO EDUCATO ALLA FEDE NELL’EUCARISTIA

LA FEDE NELL’EUCARISTIA

 

PROPOSIZIONE 3

 

IL NOVUM DEL MISTERO PASQUALE

 

Istituendo l'Eucaristia Gesù ha dato vita a una novità radicale: ha compiuto in Se stesso la nuova ed eterna alleanza. Nel contesto della cena rituale ebraica, che concentra nel memoriale l'evento passato della liberazione dall’Egitto, la sua rilevanza presente e la promessa futura, Gesù ha voluto inserire il dono totale di Sé. Il vero agnello immolato si è sacrificato una volta per tutte nel mistero pasquale ed è in grado di liberare per sempre l'uomo.

Il Signore stesso ci ha offerto gli elementi essenziali del “culto nuovo”. La Chiesa, in quanto sposa e guidata dallo Spirito Santo, è chiamata a celebrare il convitto eucaristico giorno dopo giorno “in memoria di Lui”. Inscrive il sacrificio redentore del suo Sposo nella storia e lo rende presente sacramentalmente in tutte le culture. Questo “grande mistero” è celebrato nelle forme liturgiche che la Chiesa, illuminata dallo Spirito Santo, sviluppa così nel tempo e nello spazio.

Nella celebrazione dell'Eucaristia Gesù ci introduce tramite il suo Spirito nella Pasqua: passiamo dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia. La celebrazione dell'Eucaristia rafforza in noi questo dinamismo pasquale. Con Cristo possiamo vincere l'odio con l'amore, la violenza con la pace, l'egoismo con la generosità, la discordia con la riconciliazione, la disperazione con la speranza. Uniti a Gesù Cristo morto e risorto, possiamo ogni giorno portare la Sua croce e seguirlo, in vista della risurrezione della carne.

 

PROPOSIZIONE 4

 

IL DONO EUCARISTICO

 

L'Eucaristia è un dono che scaturisce dall’amore del Padre, dall’obbedienza filiale di Gesù spinta fino al sacrificio della croce reso presente per noi nel sacramento, dalla potenza dello Spirito Santo che, chiamato sui doni dalla preghiera della Chiesa, li trasforma nel Corpo e nel Sangue di Gesù.

In essa si svela pienamente il mistero dell'amore e di Dio per l’umanità e si compie il Suo disegno di salvezza nel segno di una gratuità assoluta, che risponde soltanto alle Sue promesse, compiute oltre ogni misura.

La Chiesa accoglie, adora, celebra questo dono in trepida e fedele obbedienza, senza arrogarsi alcun potere di disponibilità, se non quelli che Gesù le ha affidato perché il rito sacramentale si eserciti nella storia.

I fedeli hanno diritto di “ricevere dal sacri pastori gli aiuti derivanti dal beni spirituali della Chiesa, soprattutto dalla Parola di Dio e dai sacramenti” (Can. 213).

A tale diritto corrisponde il dovere dei pastori di fare ogni sforzo perché l'accesso all'Eucaristia non sia in concreto impedito, mostrando in proposito intelligente sollecitudine e grande generosità. Il Sinodo apprezza e ringrazia i sacerdoti che, anche a prezzo di sacrifici talvolta pesanti e rischiosi, assicurano alle comunità cristiane questo dono di vita e le educano a celebrarlo in verità e pienezza.

 

PROPOSIZIONE 5

 

EUCARISTIA E CHIESA

 

La relazione tra l'Eucaristia e la Chiesa è intesa nella grande tradizione cristiana come costitutiva ed essenziale per l'essere e per l'agire della Chiesa stessa, al punto che l'antichità designava con le stesse parole Corpus Christi il corpo storico, il corpo eucaristico e il corpo ecclesiale di Cristo.

Questa unità del corpo si vede nello sviluppo delle comunità cristiane e si rinnova nell'atto eucaristico che le unisce e le differenzia in Chiese particolari, in quibus et ex quibus una et unica Ecclesia catholica exsistit (LG 23). Il termine “cattolico” esprime questa unità che, nell’Eucaristia celebrata in ogni chiesa, trova fondamento e crescita.

Le Chiese particolari nella Chiesa universale hanno così, nell’Eucarestia, il compito di rendere visibile la loro unità propria e la loro diversità, cum Petro e sub Petro. Questo legame di amore fraterno lascia trasparire la comunione trinitaria. I Concilii e i sinodi esprimono nella storia questo aspetto fraterno della Chiesa.


 

PROPOSIZIONE 6

 

L'ADORAZIONE EUCARISTICA

 

Il Sinodo dei Vescovi, riconoscendo i molteplici frutti dell’adorazione eucaristica nella vita del popolo in tante parti del mondo, incoraggia fortemente che questa forma di preghiera - così frequentemente raccomandata dal venerabile servo di Dio Papa Giovanni Paolo Il ‑ sia mantenuta e promossa nella Chiesa, secondo ambedue le tradizioni, latina e orientale. Riconosce che questa pratica scaturisce dall'azione eucaristica ‑ che in se stessa è il più grande atto d'adorazione della Chiesa che abilita i fedeli a partecipare pienamente, consapevolmente, attivamente e fruttuosamente al sacrificio di Cristo secondo il desiderio del Concilio Vaticano II ‑ e ad essa riconduce. Così vissuta, l'adorazione eucaristica sostiene i fedeli nel loro amore e servizio cristiano verso gli altri e promuove la grande santità personale e delle comunità cristiane. In questo senso l'adorazione eucaristica appare oggi un particolare segno dei tempi. Per questa ragione, al fine di favorire la visita al Santissimo Sacramento, si curi, nei limiti del possibile, che le chiese nelle quali è presente il Santissimo Sacramento restino aperte.

La pastorale accompagni le comunità e i movimenti a conoscere il giusto posto dell'adorazione eucaristica allo scopo di coltivare l'atteggiamento di stupore di fronte al grande dono della Presenza reale. In questo senso si incoraggia l'adorazione eucaristica anche nell'itinerario di preparazione alla Prima Comunione.

Per promuovere l'adorazione, è conveniente dare un riconoscimento alle associazioni laicali che ad essa si dedicano in modo speciale e in varie forme, aiutandole perché la devozione eucaristica diventi maggiormente biblica, liturgica e missionaria.

 

EUCARISTIA E SACRAMENTI

 

PROPOSIZIONE 7

 

EUCARISTIA E SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

 

L'amore all’Eucarestia porta ad apprezzare sempre più il sacramento della Riconciliazione, nel quale la bontà misericordiosa di Dio rende possibile un nuovo inizio della vita cristiana e mostra l'intrinseco rapporto tra Battesimo, peccato e riconciliazione. La degna ricezione dell'Eucaristia richiede lo stato di grazia.

È compito di grande importanza pastorale che il Vescovo promuova nella diocesi un deciso recupero della pedagogia della conversione che nasce dalla Eucaristia e favorisca per questo la confessione individuale frequente. I sacerdoti, da parte loro, si dedichino generosamente all’amministrazione del sacramento della Penitenza.

Il Sinodo raccomanda vivamente ai Vescovi di non permettere nelle loro diocesi il ricorso alle assoluzioni collettive, se non nelle situazioni oggettivamente eccezionali stabilite dal Motu Proprio Misericordia Dei, del 7 aprile 2002, del Papa Giovanni Paolo II. I Vescovi procurino, pertanto, che in ogni chiesa ci siano luoghi idonei alle confessioni.

In questa prospettiva, bisognerebbe anche approfondire le dimensioni della riconciliazione già presenti nella celebrazione eucaristica, in particolare il rito penitenziale, affinché si possano vivere veri momenti di riconciliazione in essa.

Le celebrazioni penitenziali non sacramentali menzionate nel rituale del sacramento della Penitenza e della Riconciliazione possono risvegliare il senso del peccato e formare uno spirito di penitenza e di comunione nelle comunità cristiane, preparando così i cuori alla celebrazione del sacramento.

Un altro modo di rinnovare la spiritualità eucaristica è la ripresa dell’insegnamento e della pratica delle indulgenze. Questo Sinodo ricorda che i Vescovi e i parroci possono chiedere alla Penitenzeria Apostolica l'indulgenza plenaria, che i fedeli possono guadagnare in occasione dei principali anniversari o celebrazioni nelle loro diocesi, parrocchie, istituzioni ecclesiali. Il Sinodo incoraggia una catechesi rinnovata sulle indulgenze.

 

PROPOSIZIONE 8

 

EUCARISTIA E SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

 

Nell'Eucaristia si esprime l'amore di Gesù Cristo che ama la Chiesa come sua sposa, fino a dare la Sua vita per essa. L’Eucaristia è la fonte inesauribile dell’unità e dell'amore indissolubile di ogni matrimonio cristiano.

Vogliamo far sentire una particolare vicinanza spirituale a tutti coloro che hanno formato le loro famiglie sul sacramento del matrimonio. Li incoraggiamo perché, ben integrati nelle loro parrocchie e/o inseriti in piccole comunità o in movimenti e associazioni ecclesiali, percorrano cammini di spiritualità matrimoniale nutrita dall'Eucaristia.

La santificazione della Domenica si attua anche nella vita familiare. Per questo la famiglia deve essere considerata un ambito primario da parte della comunità cristiana. È la famiglia ad iniziare i bambini alla liturgia, soprattutto alla Santa Messa.

 

PROPOSIZIONE 9

 

EUCARISTIA E POLIGAMIA

 

La natura del matrimonio esige che l'uomo sia legato in modo definitivo ad una sola donna e viceversa. In questo orizzonte i poligami che si aprono alla fede cristiana sono invitati ad integrare il loro progetto umano nella novità e nella radicalità del messaggio di Cristo.

In quanto catecumeni, Cristo li raggiunge nella loro specifica situazione e li chiama alle rinunce e alle rotture necessarie alla comunione, che un giorno potranno celebrare mediante vari sacramenti, anzitutto mediante l'Eucaristia.

La Chiesa riconoscendo loro uno statuto proprio, li accompagnerà nel frattempo con una pastorale piena di dolcezza e di fermezza.

 

PROPOSIZIONE 10

 

MODALITÀ DELLE ASSEMBLEE DOMENICALI IN ATTESA DI SACERDOTE

 

Nei Paesi in cui la penuria di sacerdoti e le grandi distanze rendono praticamente impossibile la partecipazione all'Eucaristia domenicale, è importante che le comunità cristiane si radunino per lodare il Signore e fare memoria del Giorno a Lui dedicato in comunione con il vescovo, con tutta la Chiesa particolare e con la Chiesa universale. Anzi si deve precisare l'obbligo della partecipazione a queste assemblee domenicali.

Si vigili perché la liturgia della Parola organizzata sotto la cura del responsabile di comunità regolarmente istituito (al quale questo ministero è stato affidato), si compia secondo un rituale specifico approvato a tale scopo dall'autorità competente. Per non privare i fedeli troppo a lungo della Comunione eucaristica, i sacerdoti si sforzeranno di visitare frequentemente queste comunità.

Tocca agli Ordinari ed alle Conferenze episcopali regolare la possibilità di distribuire la Comunione. Si dovrà evitare ogni confusione tra celebrazione della Santa Messa e assemblea domenicale in attesa di sacerdote. Per questo non si dovrà cessare di incoraggiare i fedeli a recarsi, per quanto possibile, laddove la Santa Messa viene celebrata. Il Sinodo chiede alla Congregazione per il Culto Divino di considerare la possibilità di redigere un ulteriore documento che regoli la celebrazione dei servizi della Parola di Dio con la distribuzione della Comunione. Le Conferenze episcopali che non lo abbiano ancora fatto curino la preparazione di appositi sussidi.

 

PROPOSIZIONE 11

 

SCARSITÀ DI SACERDOTI

 

La centralità dell'Eucaristia per la vita della Chiesa fa sentire con acuto dolore il problema della grave mancanza di clero in alcune parti del mondo. Molti fedeli sono così privati del Pane di vita. Per venire incontro alla fame eucaristica del popolo di Dio, che spesso per non brevi periodi deve fare a meno della celebrazione eucaristica è necessario fare ricorso ad iniziative pastorali efficaci.

In questo contesto i Padri Sinodali hanno affermato l’importanza del dono inestimabile del celibato ecclesiastico nella prassi della Chiesa Latina. Con riferimento al Magistero, in particolare al Concilio Vaticano II e degli ultimi pontefici, i Padri hanno chiesto di illustrare adeguatamente ai fedeli le ragioni del rapporto tra celibato e ordinazione sacerdotale, nel pieno rispetto della tradizione delle Chiese orientali. Alcuni hanno fatto riferimento ai viri probati, ma alla fine, i Circuli minores hanno valutato questa ipotesi come una strada da non percorrere.

Inoltre si deve tenere conto che per offrire il dono eucaristico a tutti i fedeli, hanno un peso decisivo la qualità cristiana della comunità e la sua forza di attrazione. Si tratta in particolare di:

 

-‑   sollecitare i pastori ad essere sensibili alle vocazioni; a scoprirle e a diventarne gli “annunciatori”, già a cominciare dai ragazzi, e prestando cura ai “ministranti”;

    non temere di proporre ai giovani la radicalità della sequela di Cristo;

    sensibilizzare le famiglie, spesso contrarie e indifferenti;

    coltivare la preghiera per le vocazioni in tutte le comunità e in ogni ambito ecclesiale;

    curare, da parte dei vescovi, coinvolgendo anche le famiglie religiose, una più equa distribuzione del clero e sollecitare il clero stesso a una grande disponibilità per servire la Chiesa là dove ve ne è bisogno, anche a costo di sacrificio.

 

PROPOSIZIONE 12

 

PASTORALE VOCAZIONALE

 

Come risposta al dovere urgente della Chiesa di offrire il dono dell'Eucaristia in modo abituale a tutti i fedeli, e data la scarsezza di sacerdoti in vari luoghi, volgiamo gli occhi al Signore e Gli chiediamo insistentemente di mandare operai per la Sua messe.

Da parte nostra proponiamo di rafforzare la pastorale vocazionale e la dimensione vocazionale di tutta la pastorale, specialmente di quella giovanile e familiare. Chiediamo perciò di:

- costituire gruppi di chierichetti e procurare loro l’accompagnamento spirituale;

- diffondere l'adorazione eucaristica per le vocazioni, nelle parrocchie, nei collegi e nei movimenti ecclesiali;

- stimolare i parroci e tutti i sacerdoti all'accompagnamento spirituale e alla formazione dei giovani, invitandoli a seguire Cristo nel sacerdozio, con la loro testimonianza;

- organizzare, secondo le possibilità, un centro vocazionale o Seminario minore nelle nostre Chiese particolari.

Vescovi e sacerdoti vogliamo impegnarci in prima persona in questo genere di pastorale, dando esempio di entusiasmo e di pietà.

 

CATECHESI E MISTAGOGIA

 

PROPOSIZIONE 13

 

LA SEQUENZA DEI SACRAMENTI DELL'INIZIAZIONE CRISTIANA

 

Poiché lo stretto legame tra Battesimo, Confermazione ed Eucaristia non è sufficientemente percepito, bisognerebbe previamente spiegare che siamo battezzati e cresimati in vista della ricezione dell'Eucaristia. Si favorisca dunque una migliore integrazione del legame fra i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana nella celebrazione di ciascuno di questi sacramenti, qualunque sia l'ordine cronologico o l'età della celebrazione della Confermazione e della Prima Comunione; un approfondimento teologico e pastorale della Confermazione in questo senso potrebbe essere di grande valore. Tutto questo avrebbe inoltre un valore positivo nel dialogo ecumenico.

L'età giusta per la Confermazione deve essere ripensata. Sarebbe anche da considerare se nella Chiesa latina la sequenza Battesimo, Confermazione, Prima Comunione debba essere osservata solo per gli adulti o non anche per i bambini.

La tradizione latina, che si differenzia dalla tradizione orientale per la separazione della celebrazione della Confermazione da quella del Battesimo, ha un proprio diritto e un proprio peso. D'altra parte le differenze tra le due tradizioni non sono di natura dogmatica. Ambedue le tradizioni, di fatto, danno una diversa risposta pratica all'identica situazione del gran numero di battesimi di bambini.

 

PROPOSIZIONE 14

 

EUCARISTIA, CATECHESI E FORMAZIONE

 

L'Eucarestia, mysterium fidei, iscritto nell’alleanza di Dio con il Suo popolo, è la fonte d'ispirazione di ogni proposta di formazione pastorale. Questa deve manifestare l'Eucaristia nella sua relazione intima con tutti gli altri sacramenti, guidando gli uomini e le donne del nostro tempo verso una vita nuova in Cristo.

A questo scopo si dovranno sviluppare itinerari catecumenali ben inculturati, nei quali troveranno posto la presentazione del contenuto dottrinale, l'introduzione alla vita spirituale e morale e all'impegno sociale. Tutto il popolo di Dio deve coinvolgersi in questa formazione permanente promossa in ogni Chiesa particolare, specialmente i fedeli che operano nelle parrocchie e nelle comunità, come i catechisti e gli evangelizzatori.

In modo particolare sarà data ai seminaristi una solida formazione circa i fondamenti teologici, pastorali, liturgici di un'autentica spiritualità eucaristica. Essi devono comprendere al meglio il senso di ogni norma liturgica.

Le parrocchie e le piccole comunità che ne fanno parte devono essere delle scuole di mistagogia eucaristica. In questo contesto, si cercherà la cooperazione dei movimenti e delle nuove comunità che rivalorizzano, secondo i loro propri carismi, la formazione cristiana.

Riconosciamo il bisogno di sviluppare nuove forme di catechesi adatte alle diverse situazioni e culture. In questo contesto il Catechismo della Chiesa Cattolica ed i recenti insegnamenti del Magistero dovranno essere dei riferimenti privilegiati.

 

PROPOSIZIONE 15

 

FAMIGLIA E INIZIAZIONE SACRAMENTALE

 

Bisogna associare la famiglia cristiana all'iniziazione sacramentale dei bambini. Non si deve restringere senza ragione l'accesso dei bambini alla tavola eucaristica. La Prima Comunione, soprattutto, è un passo definitivo per  una vita impegnata sulle vie della santità, piena di carità, di gioia e di pace. Ogni famiglia, appoggiata dalla parrocchia, dai sacerdoti e dalle persone consacrate, ed in modo speciale dalla scuola cattolica, deve favorire un processo educativo all'Eucaristia.

La Chiesa, famiglia di Dio, cresce e si nutre alla tavola della Parola di Dio e del Corpo di Cristo. La celebrazione dell'Eucaristia deve promuovere sempre di più ad ogni livello la presa di coscienza e la realizzazione di una “Chiesa famiglia” tramite la solidarietà, le relazioni familiari e la comunione tra tutti i membri della comunità.

 

PROPOSIZIONE 16

 

CATECHESI MISTAGOGICA

 

La tradizione più antica della Chiesa ricorda che il cammino cristiano, senza trascurare la conoscenza razionale e sistematica, è esperienza che nasce dall'annuncio, si approfondisce nella catechesi e trova la sua fonte e il suo culmine nella celebrazione liturgica.

Fede e sacramenti sono due aspetti complementari dell'attività santificatrice della Chiesa. Suscitata dall'annuncio della Parola di Dio, la fede è nutrita e cresce nell'incontro di grazia col Signore risorto nei sacramenti. La fede si esprime nel rito e il rito rafforza e fortifica la fede.

Di qui l'esigenza di un itinerario mistagogico da vivere nella comunità e con il suo aiuto e che si fonda su tre elementi essenziali: l'interpretazione dei riti alla luce degli eventi biblici in conformità alla tradizione della Chiesa; la valorizzazione dei segni sacramentali; il significato dei riti in vista dell'impegno cristiano nella vita.

Sarebbe auspicabile sviluppare il metodo mistagogico soprattutto con i ragazzi della Prima Comunione e con i cresimandi.

 

PROPOSIZIONE 17

 

COMPENDIO SULL'EUCARISTIA

 

Gli uffici competenti della Santa Sede e/o le Conferenze Episcopali dovrebbero considerare la progettazione di un Compendio eucaristico o uno strumento di aiuto pastorale per sacerdoti che raccolga insieme elementi dottrinali, catechistici e devozionali sull'Eucaristia, per aiutare a sviluppare la fede e la devozione eucaristica.

Tale Compendio potrebbe proporre il meglio dell’insegnamento patristico, l'esperienza della Chiesa latina e delle Chiese cattoliche orientali e preghiere devozionali. Dovrebbe includere una catechesi appropriata sulla natura e sulla struttura delle Preghiere eucaristiche.

 

 

SECONDA PARTE

LA PARTECIPAZIONE DEL POPOLO DI DIO ALLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

LA STRUTTURA DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

 

PROPOSIZIONE 18

 

LA PAROLA DI DIO NELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

 

Dalle due mense della Parola di Dio e del Corpo di Cristo la Chiesa riceve ed offre ai fedeli il Pane di vita, particolarmente nella santa liturgia (cf. Dei Verbum 21). La Parola di Dio, come tutto il mistero eucaristico, non è accessibile se non nella fede. Conviene perciò che le Letture siano proclamate con cura, se possibile da lettori istituiti.

Deve essere dato il giusto peso alla Liturgia della Parola nella celebrazione eucaristica. Esiste un legame intrinseco tra la Parola di Dio e l'Eucaristia. Senza la Parola di Dio l'Eucaristia perde il suo senso e rischia di essere vissuta come un atto magico. Nell'Eucaristia il Verbo fatto carne ci si dà come cibo spirituale. Ascoltando la Parola di Dio nasce la fede (cf Rm 10, 4) e trova come esprimersi la preghiera.

Per apprezzare, celebrare e vivere meglio l’Eucaristia, ci vuole una conoscenza profonda delle Sante Scritture proclamate. “L’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo” (cf Dei Verbum 25). Il fedele deve essere aiutato ad apprezzare i tesori della Scrittura nel Lezionario, attraverso lo sviluppo dell'apostolato biblico, l’incoraggiamento di gruppi parrocchiali che preparino la Messa domenicale mediante lo studio orante delle letture stesse e pratiche liturgiche come il silenzio o gli eventuali commenti introduttori che aiutino una migliore comprensione. Inoltre il popolo di Dio deve essere educato attraverso una catechesi fondata sulla Parola di Dio.

Amare, leggere, studiare, meditare e pregare la Parola di Dio è un frutto prezioso della pratica della lectio divina, dei gruppi di studio e di preghiera biblici in famiglia e nelle piccole comunità ecclesiali.

Proprio per l'intrinseco nesso tra la liturgia della Parola e quella eucaristica, la Parola di Dio, particolarmente il libro dei Vangeli, sia venerata e onorata (cf. DV 21), per essere segno della presenza del Verbo incarnato nella assemblea dei fedeli (cf. IL 46).

La preghiera dei fedeli trovi una espressione che meglio la colleghi alla Parola di Dio, ai bisogni dell'assemblea e, più largamente, a quelli di tutta l'umanità.

 

PROPOSIZIONE 19

 

L’OMELIA

 

La migliore catechesi sull'Eucaristia è la stessa Eucaristia ben celebrata. Per questo si chiede ai sacerdoti di considerare la celebrazione come loro principale dovere. In particolare debbono preparare accuratamente l'omelia, basandosi su una conoscenza adeguata della Sacra Scrittura.

Che l'omelia ponga la Parola di Dio proclamata nella celebrazione in stretta relazione con la celebrazione sacramentale (cf. SC 52) e con la vita della comunità, in modo tale che la Parola di Dio sia realmente sostegno e vita della Chiesa (cf. DV 21) e si trasformi in alimento per la preghiera e per l'esistenza quotidiana.

Alla scuola sempre attuale dei Padri della Chiesa, l'omelia è vera mistagogia, cioè vera iniziazione ai misteri celebrati e vissuti.

È stata inoltre suggerita la possibilità di fare ricorso ad omelie 'tematiche' che, lungo l'anno liturgico, possano trattare i grandi temi della fede cristiana: il Credo, il Padre nostro, le parti della Messa, i Dieci Comandamenti e altri argomenti. Queste omelie tematiche corrisponderanno a ciò che è stato autorevolmente riproposto dal Magistero della Chiesa nei quattro 'pilastri' del Catechismo della Chiesa Cattolica e nel recente Compendium. Per questo scopo si è anche proposto di elaborare un sussidio pastorale, basato sul lezionario triennale, che leghi la proclamazione delle Scritture alle dottrine della fede che scaturiscono da esse.

 

PROPOSIZIONE 20

 

L’OFFERTA DEL LAVORO UMANO

 

Il pane e il vino, frutti della terra e del lavoro dell'uomo, che mettiamo sull'altare come espressione della vita della famiglia umana, significano che tutta la creazione è assunta da Cristo, Redentore dell'uomo, per essere trasformata nel suo amore ricapitolatore, ed essere presentata al Padre.

Si metta sempre più in evidenza come il lavoro degli uomini e delle donne di tutto il mondo, attraverso la celebrazione eucaristica, è intimamente unito al sacrificio redentore di Cristo Signore.

 

PROPOSIZIONE 21

 

ACCLAMAZIONI NELLA PREGHIERA EUCARISTICA

 

Le preghiere eucaristiche potrebbero essere arricchite da acclamazioni, non solamente dopo la consacrazione, ma anche in altri momenti, come è previsto nelle preghiere eucaristiche per fanciulli e come si fa in diversi Paesi.

 

PROPOSIZIONE 22

 

EPICLESI

 

Poiché la lex orandi esprime la lex credendi  è essenziale approfondire la fede nell'Eucaristia a partire dalla preghiera con cui la Chiesa da sempre la celebra, cioè la Preghiera eucaristica.

In particolare, la spiritualità eucaristica ne guadagna riconoscendo l'importanza dell'epiclesi, cioè del ruolo dello Spirito Santo che trasforma le oblate e fa sì che la comunità tutta intera divenga corpo di Cristo. Il Sinodo auspica che si mostri con maggiore chiarezza il legame dell'epiclesi con il racconto dell'istituzione. Diventerebbe così più evidente come tutta la vita dei fedeli sia, nello Spirito Santo e nel sacrificio di Cristo, una offerta spirituale gradita al Padre (cf. Rm 12, 1).

In questo quadro il Sinodo avverte la necessità che sia meglio precisata la natura della diversa causalità implicata nella formula: “La Chiesa fa l'Eucaristia e l'Eucaristia fa la Chiesa”.

 

PROPOSIZIONE 23

 

IL SEGNO DELLA PACE

 

Il saluto di pace nella Santa Messa è un segno espressivo di grande valore e profondità.

In certi casi assume un peso che può divenire problematico, quando si protrae troppo a lungo o addirittura suscita un poco di confusione proprio prima di ricevere la Comunione.

Forse sarebbe bene valutare se il segno di pace, secondo il modello cristiano antico, la prassi orientale e quella ambrosiana, non sia da collocare ad esempio alla fine della preghiera dei fedeli prima della presentazione dei doni (cf. Mt 5, 23ss.).

In ogni caso di norma il sacerdote non deve abbandonare il presbiterio. I concelebranti devono scambiare la pace con i vicini.

 

PROPOSIZIONE 24

 

ITE MISSA EST

 

Si preparino nuove formule di congedo (benedizioni solenni, preghiere sul popolo od altro) che sottolineino la missione nel mondo dei fedeli che hanno partecipato all’Eucaristia.


 
ARS CELEBRANDI

 

PROPOSIZIONE 25

 

LA DIGNITÀ DELLA CELEBRAZIONE

 

Quanti partecipano all'Eucaristia sono chiamati a vivere la celebrazione con la certezza di essere il popolo di Dio, il sacerdozio regale, la nazione santa (cf. I Pt 2,4‑10). In essa ciascuno di loro esprime la propria vocazione cristiana specifica. Quelli che tra di loro hanno ricevuto un ministero ordinato lo esercitano secondo il loro grado: vescovo, presbitero, diacono. In particolare il ruolo dei diaconi e il servizio dei lettori e degli accoliti e di eventuali altri ministri istituiti merita una maggiore attenzione.

Questo Sinodo rinnova il suo apprezzamento per la cura che i presbiteri prestano nel celebrare la liturgia in un modo degno, “attente ac devote”, a grande beneficio del popolo di Dio. Essi documentano in tal modo l'importanza della fede, della santità, dello spirito di sacrificio e della preghiera personale per celebrare l'Eucaristia. Si eviti l'eccesso di interventi che può condurre ad una manipolazione della Santa Messa, come per esempio quando si sostituiscono i testi liturgici con testi estranei o quando si dà alla celebrazione una connotazione non liturgica.

Un'autentica azione liturgica esprime la sacralità del mistero eucaristico. Questa dovrebbe trasparire nelle parole e nelle azioni del sacerdote celebrante; egli è chiamato ad interagire in maniera edificante con l'assemblea intercedendo nello Spirito dinanzi al trono di Dio.

Come tutte le espressioni artistiche anche il canto deve essere intimamente armonizzato con la liturgia, partecipare efficacemente al suo fine, ossia deve esprimere la fede, la preghiera, lo stupore, l'amore verso Gesù presente nell'Eucaristia.

Il valore, l'importanza e la necessità della osservanza delle norme liturgiche siano messi in luce. La celebrazione eucaristica rispetti la sobrietà e la fedeltà al rito voluto dalla Chiesa, con quel senso del sacro che aiuta a vivere l'incontro con Dio e con quelle forme anche sensibili che lo favoriscono (armonia del rito, delle vesti liturgiche, dell’arredo e del luogo sacro). Sarà importante che i sacerdoti e i responsabili della pastorale liturgica facciano conoscere i vigenti libri liturgici (Messale, Lezionario) e la relativa normativa.

Per guidare i fedeli al mistero celebrato è necessaria una catechesi previa che favorisca la loro attiva partecipazione impregnata di autentica pietà. I ministri aiutino questa piena partecipazione con la proclamazione dei testi, e raccomandando tempi di silenzio, gesti e atteggiamenti appropriati.

Si chiede alla Congregazione per il Culto Divino e agli altri organismi competenti di elaborare una Istruzione sulla Ars celebrandi che sviluppi le norme della Institutio Generalis Missali Romani per rendere ancora più degna la celebrazione eucaristica manifestando il carattere sacro di questa Actio Dei.