KirchenVolksBewegung
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Al vescovo di Roma, papa Benedetto XVI
Agli arcivescovi, vescovi ordinari e ausiliari delle
27 diocesi
tedesche
Monaco di Baviera, agosto 2006
Lettera aperta
al vescovo di Roma e ai vescovi tedeschi
Santo Padre, papa Benedetto XVI, egregi signori
arcivescovi e vescovi,
1.845.141 persone, di cui 1.483.340 si professano
esplicitamente cattolici romani, nell’autunno del 1995 hanno
sottoscritto, soltanto in Germania, le cinque richieste del KirchenVolksBegehren. Lo hanno fatto in base alla
Costituzione dogmatica conciliare Lumen
Gentium, n. 37, e del canone 212 § 3 del Codice
di Diritto Canonico.
Secondo questi documenti, i fedeli hanno «il diritto e
talvolta persino il dovere di comunicare la propria opinione su
ciò che riguarda il bene della Chiesa ai pastori e di
annunciarla agli altri credenti, salvaguardando l’integrità della
fede e della morale e il rispetto verso i pastori, e
osservando l’utilità generale e la dignità delle persone».
Persone appartenenti al Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche non hanno cessato, negli anni scorsi, di
chiedere ascolto al papa di Roma, a singoli vescovi e anche
alla Conferenza Episcopale Tedesca, senza tuttavia che
sia sorto un vero e proprio dialogo. Ciò è tanto piú deplorevole per il fatto che
le sottoscrizioni compiute da laici,
sacerdoti e religiosi del KirchenVolksBegehren
– come mostrano diversi studi – continuano a rappresentare la
grande maggioranza dei cattolici praticanti impegnati
nell’opera di riforma avviata dal Concilio Vaticano II (1962-
1965), dal Gemeinsame
Synode der Bistümer in der Bundesrepublik Deutschland [Sinodo
comune delle diocesi
della Repubblica Federale di Germania] (1971-1975) e dal
Sinodo pastorale di Dresda (1973-1975), e dai suoi
sviluppi teologici e pastorali.
In occasione della visita pastorale di papa Benedetto
XVI nel settembre 2006 dobbiamo constatare che:
1. Nella Chiesa, per un numero sempre maggiore
di persone la fede è resa difficile o addirittura impossibile
proprio per il persistere di strutture ecclesiastiche
obsolete. Centinaia di migliaia di persone sono già «fuggite»
dalla Chiesa; a milioni si sono ritirate in se stesse. Le
donne, in particolare, trovano sempre meno tollerabile
il fatto che le strutture ecclesiastiche, di stampo patriarcale,
rendano loro difficile, nella Chiesa, vivere la propria
vocazione e la propria fede.
2. Diventano sempre piú
numerose le persone e le parrocchie impegnate in riforme interne alla Chiesa, come
l’ordinazione delle donne, l’ammissione al sacerdozio di
uomini sposati (viri probati), l’abolizione
del celibato
obbligatorio dei sacerdoti o l’ammissione ai sacramenti dei
divorziati risposati. Anche numerose
valutazioni
compiute da consigli, associazioni, sinodi e nel confronto
pastorale mostrano con sempre maggiore
evidenza la necessità di queste riforme.
3. Condizionata dalla crescente carenza
di sacerdoti, la pastorale parrocchiale si trova di fronte a mutamenti di
enorme portata, ai quali la nostra Chiesa non è preparata. La metà delle nostre parrocchie in Germania sarà
in futuro priva di pastori ordinati e di celebrazioni
eucaristiche regolari. Le attuali riflessioni dei vescovi circa la
struttura da dare alle Chiese locali hanno perso di vista la
parrocchia come modello originario di comunione
cristiana, annunciando l’addio alle comunità locali. Anche a livello mondiale, nel pontificato di Giovanni
Paolo II, durato ventisei anni, il numero dei
sacerdoti è diminuito del 4%, mentre il numero dei cattolici nel
mondo è aumentato del 40%.
4. Il Sinodo Mondiale dei Vescovi sull’Eucarestia, tenutosi a Roma nel 2005, ha mostrato che le
richieste di
riforma tematizzate
dal Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche da anni non
riguardano soltanto la
Germania. I
vescovi, soprattutto quelli provenienti dai paesi del Terzo Mondo, dagli Stati
Uniti e dalle Chiese
orientali uniate, hanno già messo tutto questo all’ordine del
giorno.
5. L’attuale crisi finanziaria e di fiducia è segno
di una profonda crisi spirituale e intellettuale. Drastiche
misure di austerità vengono adottate in molte diocesi senza
trasparenza e senza un’ampia partecipazione.
Conseguenza della ristrutturazione pastorale e sociale
è che la Chiesa si separa sempre piú dalle persone.
6. La Chiesa cattolica romana, con il suo
messaggio, raggiunge solo una parte minima, per di piú
in
diminuzione, dei diversi segmenti sociali, come rivela, sorprendentemente, la ricerca Sinus, recentemente
pubblicata, che ha per oggetto l’atteggiamento delle persone
verso la religione e della Chiesa e i loro concreti
desideri e aspettative nei confronti della Chiesa cattolica.
7. Troppo occupata con i propri problemi, la voce
della Chiesa è assente dai processi contemporanei di
ridistribuzione e ristrutturazione sociale e che sono toccati dalle
conseguenze della globalizzazione.
8. Gli incisivi interventi compiuti dal Vaticano negli
ultimi anni – come ad esempio l’Istruzione per i laici, la
lettera apostolica Ad tuendam fidem (sulla salvaguardia della fede), la dichiarazione
Dominus Jesus,
che ha
molto peggiorato la situazione dell’ecumenismo, e
l’istruzione sulla liturgia Redemptionis sacramentum – hanno
reso sempre piú profondo il
divario tra i pastori e il popolo cristiano.
9. Particolarmente gravose per la Chiesa cattolica
in Germania sono state e sono la recente dura critica nei
confronti del Comitato centrale dei Cattolici tedeschi (Zentralkomitee der deutschen Katholiken) da
parte del
nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della
Fede, il cardinal Levada, la messa in questione dei
consigli parrocchiali, dei consigli dei decani e dei consigli
diocesani, presenti fin dal Sinodo di Würzburg, e di
tutte le loro risoluzioni da parte della Congregazione per
il Clero e l’emarginazione, esercitata su pressione di
Roma, dei collaboratori e dei volontari in servizio
ecclesiale impegnati nei consultori per le gravidanze, dopo
l’abbandono, già nel 1999, da parte dei vescovi
tedeschi.
10. Persiste il rifiuto del dialogo con il popolo
cristiano già notato nel 1994 dal Zentralkomitee
der deutschen
Katholiken. Anche i numerosi tentativi di dialogo da parte del
Movimento Popolare Cristiano Wir sind Kirche
sono stati accolti dai vescovi con molta circospezione, o
addirittura rifiutati. Le richieste del movimento
internazionale Wir sind Kirche per dialogare con
papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI non hanno avuto
risposta.
La Chiesa cattolica romana in Germania, in Europa e a
livello mondiale si trova di fronte a mutamenti e
sfide drammatici, che solo il popolo cristiano e i vescovi insieme
possono affrontare e superare. Se volete
essere veri pastori della Chiesa, solidali con i suoi
bisogni e le sue speranze, come successori degli Apostoli
dovreste agire, come l’Apostolo Paolo, non come «padroni sulla
nostra fede», ma come «collaboratori della
nostra gioia» (2 Cor 1,24). Per questo facciamo appello a
voi:
· Prendete
la scarsità di sacerdoti come opportunità per la nascita di una
nuova coscienza di corresponsabilità e
autoresponsabilità nelle parrocchie. Fate partecipi i cosiddetti
laici alla trasmissione della fede e alla conduzione
delle comunità, formandoli in modo competente.
· Guardate alla pressione esercitata dalle donne come segno della
loro identificazione con la Chiesa.
Sono
proprio le idee di rinnovamento ecclesiale delle donne a
offrire grandi opportunità per una pastorale aperta al
futuro.
· Concedete
ai giovani e ai giovani adulti spazio creativo
e assunzione di responsabilità, perché solo cosí
è
pensabile un loro reinserimento nella Chiesa.
· Riconoscete
anche l’impegno dei cattolici critici, uomini e donne, come chiaro segno
di amore alla Chiesa e
come alternativa alla fuga, reale o interiore che sia.
· Rendetevi
conto della vostra particolare responsabilità per l’ecumenismo insieme alle
Chiese riformate.
Professate con chiarezza ciò che vi unisce nella fede e
date un segnale in vista della Seconda Giornata
Ecumenica che
avrà luogo nel 2010.
· Siate cristianamente fiduciosi e abbiate coraggio. Abbiamo
bisogno di una Chiesa aperta, amica delle persone,
fraterna. Siate
disponibili a un dialogo aperto e serio con il popolo
cristiano.
Dietgard Heine Christian
Weisner
Per l’équipe federale del Movimento Popolare Cristiano
Wir sind Kirche
traduzione: Riccardo Nanini