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SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA': DIVERSE POSIZIONI ALL'INTERNO DEL MONDO EVANGELICO
Roma (NEV), 12 gennaio 2000 - Negli ultimi mesi l'agenzia NEV ha documentato il crescente disagio ecumenico, all'interno delle chiese evangeliche italiane, di fronte all'Anno santo cattolico e alla riproposizione delle indulgenze, che nel nuovo "Manuale delle indulgenze" sono state estese anche alla partecipazione alla Settimana di preghiera per l'unita' dei cristiani. Nonostante le precisazioni in merito del Pontificio Consiglio per l'unita' (l'indulgenza si applica solo a celebrazioni liturgiche cattoliche e non agli incontri ecumenici durante la Settimana di preghiera; cfr. NEV 49/50 del 15 dicembre 1999), le chiese evangeliche che fanno parte della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) si sono interrogate sull'opportunità di partecipare, in quest'anno "giubilare", alle iniziative della Settimana di preghiera (18-25 gennaio), e anche su questo abbiamo già dato ampia informazione (cfr. gli ultimi NEV del 1999, ed in particolare l'editoriale di Maria Sbaffi Girardet, presidente della Commissione ecumenica delle chiese valdesi e metodiste, su NEV 51 del 22 dicembre). Dal dibattito emergono posizioni diversificate a seconda delle denominazioni (le chiese luterane, in linea di massima, partecipano compatte alla Settimana) e soprattutto delle diverse situazioni locali. Tentando una panoramica - senza pretesa di completezza - possiamo dire che si profilano 3 diversi scenari: il primo e' la partecipazione alla Settimana, che si prevede comunque in numerose citta', in genere con la precisazione che la presenza evangelica non va inquadrata nelle celebrazioni dell'Anno santo cattolico (e' il caso di Torino, Roma, Bari, Bergamo; a Milano la Settimana inizia un giorno dopo, per segnalare il "distacco" dall'apertura della porta santa di San Paolo del 18 gennaio; vedi la notizia successiva); il secondo e' la scelta del "digiuno" ecumenico, presa da alcune comunità' come battisti, metodisti e valdesi di Firenze (ma Chiesa apostolica italiana e luterani partecipano), valdesi e metodisti della Campania, di Venezia, di Trieste (unitamente alla Comunita' Elvetica), battisti, metodisti e avventisti di La Spezia, valdesi di Brescia. Il terzo scenario e' costituito dalle realta' che non celebreranno ufficialmente la Settimana ma avranno comunque incontri ecumenici di vario genere a livello di base (Palermo, Genova, Parma). In ogni caso, come sottolineava Maria Sbaffi nell'editoriale citato, "la pluralità di posizioni assunte dalle chiese evangeliche dimostra la libertà di spirito protestante, nell'ambito di una fedeltà comune alla Riforma, ponendo al vaglio l'autenticità delle occasioni d'incontro nel cammino ecumenico, che pure non viene messo in discussione, ma anzi viene riaffermato". APERTURA DELLE "PORTE SANTE": PERCHE' RICHIUDERLE, SE SONO SEGNO DEL PERDONO DI CRISTO? Roma (NEV), 12 gennaio 2000 - In occasione dell'Anno santo della Chiesa |