Teologi cattolici ed evangelici insieme criticano Ratzinger
Dichiarazione congiunta dei teologi cattolici Flavio Pajer, Carlo Molari e Luca De Santis e dei teologi evangelici Ermanno Genre e Paolo Ricca
"Dopo il Vaticano II s'e' venuta creando anche in Italia, su piu' fronti e
in diversi ambiti del vasto campo della teologia, una fitta rete di
rapporti ecumenici (collaborazioni di varia natura, occasionali o
permanenti; incontri di studio e di formazione a diversi livelli;
iniziative comuni non solo di singoli cristiani e comunita' particolari ma
anche di enti e istituzioni), che costituiscono non solo per coloro che vi
hanno partecipato e tuttora vi partecipano ma anche per le rispettive
comunita' ecclesiali di appartenenza, un ricco e prezioso patrimonio di
ecumenismo vissuto, di amicizie vere sbocciate e coltivate nella reciproca
fiducia, di problemi e progetti condivisi ai quali ciascuno porta il
contributo, critico e costruttivo insieme, della propria storia, della
propria fede e della propria speranza, in un clima di fraternita' e
sororita' reali, ormai collaudate negli anni, sulle quali e' davvero
possibile, nella forza dello Spirito e confidando nelle promesse di Dio,
partecipare insieme all'edificazione di quella "casa comune" della
cristianita' europea, di cui le assemblee di Basilea (1989) e Graz (1997)
sono state - a livello di chiese - momenti significativi e promettenti.
Non e' possibile qui elencare tutto cio' che in campo teologico e' stato
fatto e si va facendo di ecumenicamente rilevante nel nostro paese, oltre
che in Europa. Basti pensare, a livello mondiale, alla "Dichiarazione
comune sulla giustificazione per fede" della Chiesa cattolica e della
Federazione delle Chiese luterane, oppure, nel nostro paese, al "Testo
comune sui matrimoni misti" approvato dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa
valdese, dopo anni di dialogo ufficiale felicemente concluso. Ma non
intendiamo proseguire l'elenco che, alla fine, risulterebbe troppo lungo.
Intendiamo invece dire che tutto questo lavoro e' stato fatto e continua ad
esserlo proprio in quello spirito e quella pratica di fraternita' e
sororita' cristiane, sulle quali la recente "Nota sull'espressione 'chiese
sorelle'" e la Dichiarazione Dominus Jesus della Congregazione per la
Dottrina della fede sembrano voler gettare qualche ombra nel timore che
vengano dimenticate le prerogative che la Chiesa cattolica romana rivendica
rispetto alle altre e che l'espressione "chiese sorelle" venga utilizzata
in forme ritenute improprie. La fraternita' e sororita' vissute tra noi in
tutti questi anni non giustifica ne' alimenta timori di questo genere.
Intendiamo percio' perseverare nella via sin qui percorsa. La scelta
ecumenica e' irreversibile per tutti. Da parte cattolica e' stato
autorevolmente affermato: "Con il Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica
si e' impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca
ecumenica, ponendosi cosi' all'ascolto dello Spirito del Signore, che
insegna come leggere attentamente i 'segni dei tempi'" (Ut unum sint, n.3).
Uno di questi e' certamente la fraternita' e sororita' cristiane realmente
vissute e praticate, di cui rendiamo insieme testimonianza perche' la
sperimentiamo nel lavoro teologico comune e nel cammino che stiamo
percorrendo: un cammino impegnativo per tutti, ma anche ricco di promessa,
che ci ha gia' offerto numerose occasioni di intesa e di comunione in una
ricerca comune che non intende ignorare o minimizzare i fattori di
divisione, ma neppure puo' tacere la reale condivisione degli elementi
fondamentali della fede cristiana in cui tutti ci riconosciamo.
Con questa dichiarazione sottoscritta intendiamo affermare la nostra
certezza che il futuro della Chiesa non e' nostro ma di Dio e verso questo
futuro aperto alle novita' dello Spirito creatore noi siamo insieme in
cammino. Ribadiamo la nostra piena disponibilita' di cristiani e di teologi
a cercare insieme una comunione sempre piu' ampia in Cristo, certi che in
questa ricerca continueremo a vivere la fraternita' e la sororita' che ci
hanno accompagnati e allietati in questi anni."
Roma 26 settembre 2000
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