Manifesto di 14
leaders ed intellettuali al V Forum sociale mondiale di Porto Alegre ( 26-31 gennaio
2005)
Dopo il primo Forum Sociale mondiale tenutosi a Porto Alegre nel gennaio del
2001, il fenomeno dei Forum sociali si è esteso a tutti i continenti, fino a
toccare livelli nazionali e locali. Ha fatto emergere uno spazio pubblico
planetario della cittadinanza e delle lotte. Ha permesso di elaborare proposte
di politiche alternative alla tirannia della mondializzazione neo liberista
promossa dai mercati finanziari, e dalle multinazionali delle quali il potere
imperiale degli Stati uniti è il braccio armato. Per la sua diversità e per la
solidarietà tra i protagonisti e i movimenti sociali che lo compongono il
movimento altermondialista è ormai una forza che ha peso a livello mondiale.
Nella diffusione delle proposte venute dai Forum ve ne sono molte che sembrano
raccogliere un grande consenso all'interno dei movimenti sociali. Tra queste noi
firmatari del manifesto di Porto Alegre che si esprimono a titolo personale e
non pretendono assolutamente di parlare a nome del Forum ne sono state
identificate 12, che messe insieme danno senso e contributo di progetto per la
costruzione di un altro mondo possibile se fossero applicate, permetterebbero ai
cittadini di cominciare a riappropriarsi insieme del loro avvenire. Questo
zoccolo minimo è sottoposto all'apprezzamento delle persone e dei movimenti
sociali di tutti i paesi che, a tutti i livelli - mondiale, continentale,
nazionale e locale - devono portare avanti le lotte necessarie perché quelle
proposte si realizzino. Noi non ci facciamo alcuna illusione sulla volontà dei
governi e delle istituzioni internazionali di mettere in atto spontaneamente
queste proposte anche quando per opportunismo si appropriano del loro
vocabolario.
A - Un altro mondo possibile deve rispettare il diritto alla vita di tutti
gli esseri umani sulla base di nuove regole per l'economia. Bisogna dunque:
1 - Annullare il debito pubblico dei paesi del sud, che già è stato pagato
parecchie volte e che costituisce per gli stati creditori, le imprese
finanziarie e le istituzioni finanziarie internazionali il mezzo privilegiato di
mettere la maggior parte dell'umanità sotto tutela e di mantenerli nello stato
di miseria.2 - Mettere in atto tasse internazionali sulle speculazioni
finanziarie (in particolare la Tobin tax), sugli investimenti diretti
all'estero, sui profitti consolidati delle trasnazionali, sulle vendite di armi
e sulle attività con forte emissioni di gas a effetto serra.
3 - Smantellare progressivamente tutte le forme di paradisi fiscali, bancari
che sono i rifugi privilegiati della criminalità organizzata, della corruzione,
dei traffici occulti della frode, dell'evasione fiscale, delle operazioni
delittuose delle grandi impresi e dei governi.
4 - Sancire il diritto di ciascuno abitante del pianeta a un impiego, alla
protezione sociale e alla pensione, nel rispetto dell'eguaglianza uomini donne.
Dev'essere un imperativo delle politiche pubbliche sia nazionali che
internazionali.
5 - Promuovere tutte le forme di commercio equo rifiutando le regole
liberoscambiste del Wto mettendo in opera meccanismi che permettano, nei
processi di produzione di beni e servizi di elevare progressivamente le regole
di tutela sociale (come quelle fissate nelle convenzioni dell'Ilo) e ambientali.
Escludere totalmente l'istruzione, la salute, i servizi sociali e la cultura
dall'ambito di applicazione dell'accordo generale sul commercio dei servizi del
Wto. La convenzione sulla diversità culturale attualmente in discussione
all'Unesco deve fare esplicitamente prevalere il diritto alla cultura delle
politiche pubbliche sul diritto del commercio.
6 - Garantire il diritto alla sovranità e alla sicurezza alimentare di
ciascun paese o raggruppamento di paesi attraverso la promozione della cultura
contadina. Tutto questo comporta la soppressione totale delle sovvenzioni
all'esportazione di prodotti agricoli in primo luogo da parte di Usa e Ue e la
possibilità di tassare l'importazioni al fine di impedire pratiche di dumping.
Allo stesso modo ciascuno paese o raggruppamento di paesi deve poter decidere
l'interdizione della produzione e dell'importazione di organismi geneticamente
modificati destinati all'alimentazione.
7 - Proibire ogni forma di brevetto delle conoscenze e di organismi viventi
(tanto umani quanto animali che vegetali) allo stesso modo che ogni
privatizzazione di beni comuni dell'umanità, l'acqua in particolare.
B - Un altro mondo possibile deve promuovere la "vita in comune"
nellapace e nella giustizia su scala planetaria. Bisogna dunque:
8 - Lottare in primo luogo attraverso le politiche pubbliche contro tutte le
forme di discriminazione, sessismo, xenofobia e razzismo. Riconoscere pienamente
i diritti politici culturali ed economici (compreso il controllo delle risorse
naturali) alle popolazioni indigene.
9 - Attuare misure urgenti per mettere fine al saccheggio dell'ambiente e
alla minaccia di forti cambiamenti climatici dovuti all'effetto serra e prodotti
in primo luogo dalla proliferazione dei trasporti e dello spreco di energie non
rinnovabili. Cominciare ad avviare un'altra modalità di sviluppo fondata sulla
sobrietà energetica e sul controllo democratico delle risorse naturali in
particolare dell'acqua potabile.
10 - Esigere lo smantellamento delle basi militari dei paesi che ne
dispongono fuori dei loro confini e il ritiro di tutte le truppe straniere,
salvo mandato espresso dell'Onu.
C- Un altro mondo possibile deve promuovere la democrazia dal locale al
globale. Bisogna dunque:
11 - Garantire per legge il diritto all'informazione e il diritto di
informare: mettendo fine alla concentrazione dei media in gruppi di grande
dimensione. Garantire l'autonomia dei giornalisti in rapporto agli azionisti,
favorire la stampa che non ha scopo di lucro soprattutto i media alternativi e
comunitari. Il rispetto di questi diritti implica la messa in atto di
contropoteri cittadini soprattutto nella forma di osservatori nazionali e
internazionali dei media.
12 - Riformare e democratizzare profondamente le organizzazione
internazionali facendo valere in esse il primato dei diritti umani economici
sociali e culturali secondo la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
Questo primato implica l'incorporazione della Banca mondiale, del Fmi e dell'Omc
nel sistema decisionale delle Nazioni unite. In caso di persistenza di
violazioni internazionali da parte degli Stati uniti trasferimento della sede
delle Nazioni unite da New York in un altro paese a preferenza del sud.
Jose Saramago, Eduardo Galeano, Ignacio Ramonet, Bernard Cassen, Walden
Bello, Riccardo Petrella, Aminata Traorè, Boaventura Souza Santos, Francois
Houtart, Roberto Savio, Samuel Ruiz, Emir Sader, Tariq Ali, Frei Betto