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Un Papa per il prossimo futuro
Vescovo di Roma e Pastore Universale
Introduzione: Questo è il tempo
“ Riconoscete adesso il momento favorevole” (2 Cor. 6) cosicché
Cattolici e Cattoliche di tutto il mondo possano riflettere sul tipo
di leaderdship, e quindi sul modello di chiesa, di cui abbiamo bisogno
per il nuovo millennio.
Il Concilio Vaticano II ci ha invitato a leggere i segni dei tempi alla
luce del Vangelo. Ha esortato la nostra comunità di fede ad un continuo
cambiamento. Abbiamo cercato di essere fedeli a questo appello esaminando
la vita della nostra chiesa e la necessità che sentiamo di un Vescovo
di Roma che sappia guidare la nostra comunità di fede verso un’agape
universale o un’assemblea di carità.
Il millennio che sta per finire è stato un tempo di divisione
tra i cristiani. La nostra speranza è che il terzo millennio
diventi un tempo di riconciliazione.
In questo spirito, Papa Giovanni Paolo II ha invitato tutti i cristiani
a riflettere sul futuro del Papato “.. possiamo cercare -insieme, ovviamente
- le forme in cui questo ministero (di Pietro) possa realizzare un servizio
di fede e d’amore riconosciuto ...trovare un modo di esercitare il primato
che, senza rinunciare a ciò che è essenziale alla sua missione,
sia nondimeno aperto alla nuova situazione.” (Ut Unum Sint, No. 95)
Allo stesso tempo dal Consiglio Mondiale delle Chiese si levano voci
che invitano tutte le Chiese Cristiane a impegnarsi nella preparazione
ci un Concilio Universale Cristiano nell’anno 2000.
Noi ci associamo a questi appelli e ci dichiariamo disponibili a rinnovare
la nostra fede comunitaria secondo i segni dei tempi, a dialogare e lavorare
con le altre Chiese su un piano di parità.
Per dare corpo a questi desideri, offriamo le nostre riflessioni in
merito alle caratteristiche che la nuova realtà impone al prossimo
Vescovo di Roma. Le offriamo con lo stesso spirito con cui la donna del
Vangelo mescolava la farina con il lievito, in modo che il pane potesse
crescere ed essere di nutrimento per la comunità. Questo è
il nostro “lievito”.
Un modello di Chiesa per il nostro tempo: sempre
antica e sempre nuova
-
Per costruire nel nuovo millennio una chiesa stimolante, occorre
che noi ascoltiamo nuovamente Gesù e i primi discepoli che predicavano
l’eguaglianza di tutte le persone (Mt. 23, 11-12; Lc. 22,24-26; Gal. 3,28).
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E’ necessario costruire strutture all’interno della nostra chiesa che rispecchino
l’eguaglianza in modo da poter vivere, pregare e prestarci un aiuto reciproco
in un “discepolato di uguali”. Solo così seguiamo l’esempio di Gesù
che invia lo Spirito, non a un piccolo gruppo, ma all’intera comunità
di fede. Solo così realizziamo l’insegnamento del Concilio
Vaticano II che ci definisce come “Popolo di Dio”, corresponsabile dei
processi decisionali della nostra chiesa.
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E’ necessario che noi ricostruiamo una chiesa che valorizzi il dialogo
e la giustizia nella sua vita interna così come nel suo approccio
con il mondo.
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E’ necessario che noi ristabiliamo una chiesa che rispetti e celebri la
nostra diversità universale, una chiesa in cui ci sia la libertà
di vivere la fede in modi diversi e in culture diverse.
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E’ necessario che noi facciamo rivivere una chiesa che riconosca l’importanza
delle chiese locali dove la Parola sia annunciata in modi comprensibili
all’interno della cultura del luogo. La costruzione di questa chiesa rinnovata
è compito dell’intero Popolo di Dio, e non soltanto del Vescovo
di Roma, degli altri vescovi o del clero.
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Noi insistiamo nella necessità di ripristinare la prassi della chiesa
primitiva e di sviluppare strutture che permettano al Popolo di Dio di
partecipare alla scelta di tutti i responsabili della chiesa, compresa
l’elezione del Papa, il vescovo di Roma. Il ripristino di questa antica
tradizione attesterà autenticità dell’azione dello Spirito
nella comunità dei fedeli.
Il prossimo vescovo di Roma
Ci sentiremmo molto incoraggiati a rinnovare la nostra chiesa se il
leader fosse in grado di leggere “i segni dei tempi “ in accordo
con il popolo, se il Vescovo di Roma fosse collaborativo, capace di ascoltare
e predicare, dialogare e insegnare. Noi abbiamo bisogno di un leader che
accolga sinceramente e consulti il “sensus fidelium” (ciò che sentono
i fedeli).
Sentiamo l’urgente necessità di un leader che riconosca il risveglio
della coscienza delle donne come un significativo “segno dei tempi”. Le
donne, che costituiscono più della metà della nostra chiesa,
sono diventate consapevoli della loro dignità e parità con
gli uomini. Loro chiedono che la comunità cristiana rispetti e porti
a compimento quella parità al proprio interno.
Abbiamo bisogno di un Vescovo di Roma che rispetti le differenze esistenti
tra di noi e ci aiuti a vivere il Vangelo.
Abbiamo bisogno di un Papa che distingua tra il suo ministero pastorale
come Vescovo di Roma e il ministero di Pietro, che richiede un dialogo
con la chiesa universale. Come vescovo di Roma egli serve i fedeli di Roma
alla stessa stregua di qualsiasi altro vescovo. E si ritira alla stessa
età stabilita per tutti i vescovi.
Come presidente di un agape universale, si comporta come un vescovo
- fratello, che invita gli altri vescovi del mondo a condividere
la leadership con lui e con gli altri membri del popolo di Dio. In questo
spirito riforma la Curia in modo che possa servire, piuttosto che
dominare, gli altri vescovi e la chiesa universale.
Soprattutto sentiamo l’esigenza di un Vescovo
di Roma e di un Pastore Universale che sia:
-
un leader dai grandi ideali, che promuova una profonda riflessione nel
Popolo di Dio sui ministeri ecclesiali e sull'opportunità che vi
accedano quanti hanno i requisiti necessari, indipendentemente dal loro
sesso, condizione coniugale od orientamento etero-omosessuale.
-
una persona che rispetti la coscienza di Cattoliche e Cattolici, che susciti
un genuino dialogo sulle teologie, sulle dottrine riguardanti la morale
e i piani d’azione nella chiesa, in modo che la nostra comunità
di fede possa condividere le esperienze, ricomporre le alienazioni
e far rinascere il senso dell’unità e l’entusiasmo per la fede;
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un pastore che incoraggi la libertà accademica dei teologi e degli
studiosi allo scopo di alimentare una sana diversità di opinioni
nella chiesa;
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un riconciliatore che accolga “progressisti” e “conservatori” per condividere
la stessa chiesa;
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un leader che ammetta il pluralismo culturale della chiesa e celebri le
diversità che fioriscono in diverse parti del mondo;
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un collaboratore pienamente integrato nella storia, desideroso di restaurare
nella chiesa la tradizione della piena partecipazione del popolo, che inviti
Cattoliche e Cattolici a condividere il governo e i processi decisionali,
inclusa l’elezione dei responsabili della chiesa;
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un pioniere che incoraggi l’iniziativa e la sperimentazione, e che richiami
Cattolici e Cattoliche a sviluppare la propria responsabilità verso
la comunità di fede in modo adulto;
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un ecumenista che si impegni in un serio dialogo con i Cristiani della
Riforma e delle Tradizioni Ortodosse, allo scopo di realizzare il sogno
dell’unità dei Cristiani;
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un fratello del popolo ebreo, che lavori per smantellare qualsiasi traccia
di antisemitismo e per costruire forti legami di parentela spirituale
sulla base di una comune eredità che discende da Sara ed Abramo;
-
uno studioso delle tradizioni religiose diverse da quelle giudaico-cristiane,
che accolga il dialogo interreligioso, cercando di far tesoro della ricchezza
dei diversi punti di vista di quelle tradizioni;
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un amante capace di abbracciare il mondo e le cui strategie manifestino
una speciale solidarietà con i poveri e gli oppressi;
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un profeta, instancabile promotore di giustizia, d’uguaglianza, di pace
e di non- violenza nel mondo e nella chiesa;
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un amante della terra che promuova l’integrità di tutta la creazione;
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una persona generosa con senso dell’ humor;
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un Vescovo fratello che con gioia lascia cadere le insegne proprie dei
potenti del mondo e cammina assieme a noi per rigenerare nel terzo millennio
la comunità di fede e ravvivarla nello Spirito di Gesù.
Alle soglie del terzo millennio abbiamo bisogno
di
un Vescovo di Roma, Pastore universale.
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